Arti marziali e meditazione

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Arti marziali e meditazione sono le due facce della stessa pratica. Le discipline orientali sono permeate dalla mente meditativa.

Non esiste il kata perfetto senza una mente focalizzata.

Non si può raggiungere l’esecuzione completa, senza la calma mentale che sviluppa la forza interiore e la potenza del gesto.

Per questo, pensare alle arti marziali senza curare la meditazione è come vivere un’arte a metà.

Approfondisci questo tema nel post:
Arti marziali e meditazione, una cosa sola

Vincenzo Cesale

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L’esperienza e le “regole non scritte” nelle Discipline Naturali

Torna il ricordo, la mia lunga esperienza da allievo: ero convinto di aver capito tutto e mi irritava quello che non capivo.
La mia mente razionale non mi permetteva di entrare veramente nell’intimo dell’arte che cercavo di apprendere: con la pazienza e l’aiuto dei miei insegnanti ho compreso.

Condivido questo scritto di Deborah: https://www.laruotadimedicina.com/esperienza-regole-non-scritte/

Vincenzo CESALE

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ALLA RICERCA DELL’INSEGNANTE GIUSTO PER TE

Perchè stai cercando un insegnante di…?

Hai bisogno di attività fisica.
Oppure sei alla ricerca di qualcosa di più completo.
Cerchi un percorso che ti possa dare non solo il movimento fisico ma anche della serenità.
Vuoi imparare una tecnica che può riqualificarti per il tuo lavoro.

Nel primo caso la possibilità è molto ampia, quindi è più facile trovare quello che cerchi.
Nel secondo e terzo caso la ricerca durerà più a lungo, ma sarà sicuramente positiva.
Nel quarto caso non è solo un divertimento personale ma è una questione delicata che riguarda il tuo futuro: l’indagine va fatta con molta attenzione.

SONO QUI PER AIUTARTI.

continua a leggere link: https://personaltrainer-fitness.blogspot.it/2017/04/a-ricerca-dellinsegnante-giusto-per-te.html#more

#determinazioneartigiapponesi

#maestriqigong

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
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Il mal di schiena lombare e la rabbia

Ho voluto rispondere alle tante domande che mi vengono poste sul mal di schiena, attraverso un post linkato qui sotto, riguardante questo annoso e fastidioso problema che affligge la maggior parte di noi.

#qigongesalute

Vi auguro una buona lettura: https://personaltrainer-fitness.blogspot.it/2017/03/il-mal-di-schiena-e-la-rabbia.html#more

 

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
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La mia esperienza: chi se lo immaginava?

Che esperienza! Il primo giorno in cui ho messo piede in un dojo di Karate, non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi, molti anni dopo, nei panni di un insegnante di arti orientali. La vita a volte ci stupisce ed apre grandi opportunità.
Racconto l’esperienza che mi ha portato a svolgere il mio lavoro di insegnante nella scuola “Due Cieli”, in QUESTO ARTICOLO

Vorrei donare questa condivisione a chi vuole formarsi e trovare un lavoro attraverso l’insegnamento, ma anche a chi, per puro piacere personale, vuole praticare una disciplina per crescere nella conoscenza di sé.

Praticare un’arte che vi appassiona potrebbe riservare interessanti sorprese future 🙂
Buona lettura

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
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CORSO DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

CORSO DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

Impara a respirare con il corso online della scuola DueCieli, per trovare il tuo equilibrio nella mente e del corpo.
Cerca su: www.lwww.laruotadimedicina.com

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IL QI GONG E IL SENTITO DIRE

IL QI Gong e il sentito dire

Pensi che il Qi Gong sia solo per i pigri e gli anziani?

Questo video dimostra quanto la disciplina del Qi Gong sia così vasta e utile a qualsiasi livello di preparazione, anche per le persone che vogliano riacquistare la forma perduta e i giovani atleti in attività.

Posso raccontarvi un aneddoto: qualche tempo fa un’atleta, campionessa mondiale di nuoto di salvamento, una sera poco prima della lezione mi dice: ho la sensazione di essere chiusa in una scatola e non ho la percezione del mio corpo; non lo sento elastico, ma soprattutto mi sento sgraziata.

Vi descrivo a grandi linee il suo aspetto: fisicamente bella, altezza di un metro e novanta con un fisico invidiabile, ma le mancava solo l’allenamento nel sentire le emozioni che il nostro corpo trasmette, quando lo spirito si fonde con il movimento.

Non mi raccontava nulla di nuovo: essendo stato anche io in gioventù quello che era lei ora, non avevo dubbi sul suo problema.

Grazie alla pratica regolare del Qi Qong ogni martedì sera, nel giro di poco tempo mi ha raccontato di aver anche migliorato le sue prestazioni nel nuoto, soprattutto grazie alla consapevolezza del respiro acquisita nelle lezioni.

Questo dimostra che una disciplina completa come il Qi Gong può essere adattata ad ogni esigenza, anche quando ci occupiamo di un ambito prettamente sportivo.

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
personal trainer olistico
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Come migliorare il proprio stato d’animo tirando una freccia

E’ possibile migliorare il proprio stato d’animo anche tirando una freccia

Sei regole importanti per uno spirito forte.

Durante mio allenamento quotidiano dedicato al Kyudo, in particolare quando eseguo il tiro delle 50 frecce, quest’ultimo è condizionato dal mio stato d’animo, e da fattori che portano il mio spirito ad essere, oppure non essere, in equilibrio.

Se il mio spirito é debole il mio tiro é debole, se il mio spirito é forte la mia freccia é forte.

 

Cosa significa “spirito debole” e “spirito forte”?

Si sente sempre parlare di quanto si diventa bravi se si dedica molto tempo alla pratica: lo condivido sicuramente, ma ritengo che questo non sia sufficiente. Aggiungerei che il lavoro più profondo lo si debba fare in profondità, con una ricerca che coinvolga tutti i nostri sentimenti, le nostre emozioni.

Come migliorare il proprio stato d’animo tirando una freccia -Duecieli2

I punti importanti da seguire per migliorare le proprie prestazioni nel kyudo sono sei:

1) Prepararsi in modo positivo al sonno che vi aspetta: una buona notte migliorerà il vostro tiro.
2) Svegliarsi con pensieri positivi e sereni, predisporrà la vostra mente per un buon Kyudo.
3) Una buona colazione è importante, leggera e nutriente.
4) Il piacere che avrete nell’incontrare i vostri compagni di allenamento favorirà una buona predisposizione al tiro.
5) L’atmosfera che regna nel vostro dojo vi aiuterà a mantenere questi buoni propositi.
6) Prima di iniziare, dedicate qualche minuto alla meditazione: “Koshin”, calmare la mente e il cuore.

Seguendo questi sei punti, si costruisce poco per volta uno spirito forte, simile all’impatto imponente di una montagna. Il modo di agire diventa quindi FORTE, sia nel kyudo, sia nella vita.

Tutto quello che capita nelle ore e nei giorni precedenti condiziona il tiro.

Quando costruisco un arco, cerco sempre di farlo in un giorno in cui mi sento bene, in pace con me stesso. Se seguo le sei regole, l’arco nasce con un’anima piena di vitalità.

E se quello che ho elencato nei sei punti precedenti non avviene?

Niente paura, il Kyudo saprà guidarvi nella vostra ricerca della serenità ed equilibrio. Lasciate che l’arte vi guidi, troverete che vi sarà di aiuto; se all’inizio della lezione non siete in una forma smagliante, non preoccupatevi: sarete comunque più sereni alla fine.

Ora siete pronti per un sano e piacevole divertimento.

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェンゾ
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IL QI, ENERGIA VITALE

IL QI, ENERGIA VITALE

Oggi vorrei introdurre un concetto che nella nostra mentalità occidentale spesso viene trascurato, qualche volta deriso. Quando qualcuno ti chiede: “di che cosa ti occupi?”,cerchi di spiegarlo prendendola un po’ alla larga; discipline bio-naturali, arti orientali, zen, meditazione, ecc. Hai l’impressione che vedano di fronte a sè un omino verde con le antenne; ma in realtà l’energia vitale esiste, e può essere sviluppata e potenziata da chiunque. Vediamo come.

Il QI (chi) o energia vitale, è quel potenziale che tutti noi abbiamo, ma che molti di noi non riescono a comprendere e sviluppare perfettamente.

L‘energia è studiata anche nella fisica quantistica: la teoria della relatività dimostra che la realtà non è come la vediamo o come istintivamente appare, ma è assai diversa. Attraverso i nostri cinque sensi la percepiamo come un’entità statica, ma in realtà tutto è in continuo movimento. In effetti, ogni fenomeno del reale è il frutto del dinamismo tra materia ed energia, che si trasformano continuamente l’una nell’altra; tutto questo secondo la legge della relatività di Einstein, la quale stabilisce che l’energia è uguale alla massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce: la famosa formula E=mc2.

Possiamo anche ribaltare il discorso iniziale. Chi si definisce uno studioso della materia, per esempio un fisico teorico, spesso ti inquadra come un visionario.
Dunque mi chiedo: dato che tutte due le fazioni ti definiscono allo stesso modo, pur parlando in modi diversi, come mai non vieni compreso (e accettato) né dall’una né dall’altra?

A mio parere il motivo è che tu non scegli uno solo tra i due concetti ma li unisci in un unico concetto: quella forza cosmica che tutte e due le teorie definiscono ENERGIA, tu la trasformi e la porti al livello del lavoro interiore e diretto, che produce un immediato beneficio sia fisico che mentale.

IL QI, ENERGIA VITALE-Duecieli1

Ma ora passiamo alla parte PRATICA: come sviluppare il tuo QI.

Nei miei laboratori di Qi Gong il lavoro primario è concentrato non solo sugli esercizi fisici ma in primis sulla respirazione: la ritengo importante a tal punto, che senza di essa non si può riuscire ad entrare in profondità nello spirito, inteso come “energia che scaturisce dalle più intime profondità del nostro essere”.

Il lavoro di respirazione è basato in particolare sulla cosiddetta respirazione diaframmatica; l’attività sul diaframma è molto profonda, sia in fase di inspirazione, che in fase di espirazione: in questa seconda fase lascio il diaframma parzialmente aperto. Questa è una tecnica che pratico personalmente con regolarità, mi permette di riuscire a rilassare il corpo e la mente, in modo da eliminare velocemente tutti i disagi mentali e fisici.

Quindi: che cosa puoi fare per raggiungere quell’equilibrio mentale e fisico che ti aiuta nella vita di tutti i giorni, sul lavoro, nei rapporti interpersonali, e soprattutto nel rapporto con te stesso?
Inizia a praticare regolarmente il Qi Gong, e sicuramente troverai la tua via.

Se vuoi commentare e ampliare la discussione sei il benvenuto.

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェンゾ

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Puoi leggere anche:
https://www.kyudoiaidoqigong.it/web/la-respirazione/
https://www.kyudoiaidoqigong.it/web/la-respirazione-a-tutte-le-eta/
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UNA VITA CHE CAMBIA

Un bel pensiero di vita vissuta e che si trasforma, una esperienza forte e piena di coraggio a cui vanno tutti i nostri auguri.
Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェンゾ

UNA VITA CHE CAMBIA

In questi mesi nella mia vita si sono susseguiti una serie di avvenimenti che avranno delle conseguenze nella mia quotidianità, e per alcuni di essi spero possano essere per molto tempo.

Sono cambiata parecchio: le ore del kyudo con Vincenzo insieme al tempo passato con Deborah e le nostre  sedute di coaching, stanno cominciando ad avere effetto.
Sono stati mesi duri, fatti di tensioni dovute al mio lavoro ufficiale (l’informatica), che hanno anche portato tanto sentimento di rabbia e risentimento, che non fanno parte di me.

Una sera della scorsa settimana, mentre cenavo con alcuni colleghi osservavo ed ascoltavo le loro parole e ad un tratto mi son detta “Ma io non sono cosi. Io non provo quella rabbia.”.
E cosa provo io?  Io provo totale indifferenza verso una situazione lavorativa, che si è degenerata col tempo. Non me ne frega assolutamente nulla:  ho grinta (per usare parole di Vincenzo), ma non rabbia. Grinta di rimettermi in gioco, di cercare di fare altro che mi stimoli più di quanto ormai non capita più con il mio lavoro ufficiale. Non spreco energie per inseguire qualcosa che per me è ormai morto.

Il lavoro che ho svolto  per parecchi anni si è pian piano spento: vuoi per l’ambiente, vuoi per le persone, ma per me è morto. La scelta già di ridurmi le ore che dedico ad esso, per averne di più da dedicare ad altro, è stata a lungo ponderata (ho 48 anni. Età critica, lavorativamente parlando!), ma mai fu più giusta.

Il mio tempo è MIO e soltanto MIO: troppo spesso ho visto intorno a me persone che hanno a lungo dedicato il loro tempo al lavoro ed alla carriera (in testa mia madre!), spegnersi una volta che questo non c’era più. Io invece ho scelto di vivere senza tutto ciò: il mio tempo lo voglio dedicare alla mia vita, a ciò che più mi dona pace, soddisfazione e serenità! La  rabbia  ti acceca e ti annebbia tutto ciò che ti circonda. NO.. io questo non lo voglio. Sto (anzi) stiamo investendo con mio marito tempo e denaro  per crearci un altro futuro.
Voglio vivere la mia vita. Il nostro studio, il nostro kyudo, il nostro qi gong. I nostri corsi di approfondimento e tutto ciò che il destino ci vorrà dare.

Son settimane che non dormo o dormo poco,  perchè tante sono state le emozioni che ho vissuto. Ma ho preso la mia decisione e sono serena.
Agli istruttori di Due Cieli va il mio “GRAZIE” oltre ad un “proseguiamo su questa strada” !

Cristina CAMANDONA

“Colui che conosce il proprio obiettivo si sente forte; questa forza lo rende sereno; questa serenità assicura la pace interiore; solo la pace interiore consente la riflessione profonda; la riflessione profonda è il punto di partenza di ogni successo.”  (Lao Tse)

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Intuito: il tuo alleato nascosto

Il racconto personale di un praticante di iaido del dojo Niten Ichi Ryu; un’immagine che rappresenta  ciò che gli allievi percepiscono nel cammino all’interno dell’esperienza nelle arti giapponesi.

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェンゾ

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Intuito: il tuo alleato nascosto

La nostra cultura ha una base illuminista, dove ogni aspetto della vita e della conoscenza deve essere razionale per poter esser considerata reale. Io stesso ho una formazione scientifica & matematica e sono conscio dell’importanza della ragione e del metodo scientifico. Quello che ho imparato è che questa è anche una nostra limitazione perché abbiamo abolito l’intuizione. Tutto ciò che non passa al vaglio della mente razionale per noi non esiste. In tal modo neghiamo ciò che sentiamo, intuiamo, percepiamo. Ma è proprio ciò che non è razionale che funge da carburante per la nostra vita, sa cosa è giusto e meglio per noi (non per forza bello, ma giusto).

Così se si vuole fare il grande passo dalla tecnica esteriore (tatemae – 建前) all’essenza interiore (honne – 本音) è necessario ri-scoprire la scintilla dell’intuizione, quella vocina che ti ispira, i cui suggerimenti non possono essere analizzati con la mente razionale. Puoi solo constatare che ciò che ti suggerisce ti guida verso i tuoi obiettivi. Come raggiungere questa consapevolezza e fiducia? Passando dal corpo e dal gesto fisico. Con la pratica di un’arte corporea (come lo iaidō, il kyudō, il qì gōng, o qualsiasi altra arte) si scopre che il nostro corpo sa come muoversi. Ha già memorizzato dentro di se questa informazione. Siamo noi che con la parte razionale lo deviamo dalla retta via. Ed è solo con la percezione di se stessi (non solo come corpo, ma come tutt’uno tra mente, fisico e spirito) possiamo muoverci con un’armonia che con la sola tecnica non è raggiungibile. Questo perché’ è necessaria una sincronia, un movimento all’unisono di tutte le parti del corpo, che nemmeno un direttore d’orchestra come il cervello può dirigere in modo corretto.

Provare per credere

Claudio C.

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LA RESPIRAZIONE

Personalmente do molta importanza alla respirazione diaframmatica, sia per lo Iaido, il Kyudo e il Qi Gong che per la vita quotidiana, un lavoro della nostra scuola, Duecieli e dei dojo Niten Ichi Ryu e Hayate

LA RESPIRAZIONE

In oriente la respirazione è fondamentale, nella vita quotidiana, fin dai tempi antichi, in Giappone con l’avvento del buddhismo si è accentuata la ricerca di una respirazione ancora più sofisticata abbinandola anche alle varie arti, Shodo, Kyudo, Iaido, Qi Gong, Ikebana, Haiku, Cha no Yu, ecc.

La concentrazione della mente “Samadhi“, mette in ordine mente, corpo e respiro: “Nai San Go“.
Tutto si lega in un unico momento, questo avviene solamente conoscendo il modo di respirare corretto, il “Ki” è inteso come energia vitale dentro e fuori di noi, lo stato da raggiugere: “Sen Ki Nai Ko“; il “Ki” è l’energia che circola in noi e che riequilibra, porta ad uno stato di pace e allontana i malesseri fisici e psichici.

L’apertura del diaframma aiuta l’espansione dei polmoni, un riempimento maggiore della cassa toracica e di conseguenza maggior flusso di ossigeno nel
 sangue, che viene distribuito non solo nella parte muscolare e tendinea, ma anche al cervello, favorendo non solo una risposta più veloce nell’apprendimento ma anche serenità del pensiero, ” La mente vuota, la mente senza catene“, questo porta ad essere più protetti anche dalle problematiche fisiche.

Vincenzo CESALE

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SOCIOFOBIA SU BASE PRESTAZIONALE

In questo post trattiamo il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco).

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SOCIOFOBIA SU BASE PRESTAZIONALE

Sindrome da esposizione al pubblico: “sociofobia su base prestazionale”.

Intendiamo, con con questa definizione, il disagio da esami, prestazione orale o fisica:  è una situazione molto diffusa, che porta a non avere più il controllo sia fisico sia mentale sulla situazione in atto; tanto più è importante, tanto più il disagio aumenta,  dallo “stato di comprensione” fino ad “ansia, panico, terrore” dove il cervello non è più collegato al resto del corpo, gli arti non ricevono più nessun ordine per la loro funzione motoria, la mente è completamente inerme, si hanno forti tremori, atteggiamenti nervosi con sorrisi isterici, perdita del controllo della parola, balbuzie.

Come può avvenire il controllo di questo problema? La cura con farmaci allopatici, ha effetti collaterali anche molto invasivi, personalmente sono contrario, avendo l’alternativa di raggiungere risultati molto significativi con un lavoro mirato; posso descrivere quello che insegnavo nei corsi di difesa personale, sul controllo della mente attraverso la respirazione diaframmatica; abbassando il bacino e portandolo prepotentemente verso il pavimento con una forte dilatazione del ventre nell’inspirazione, diamo al diaframma la possibilità di espandersi e di conseguenza ai polmoni di dilatarsi il più possibile e inviare molto ossigeno al sangue , irrorando il cervello in modo  da poterlo riattivare; così facendo iniziamo a reinvertire le quattro fasi: terrore – panico – ansia – stato di comprensione.

Sviluppare l’abitudine ad affrontare i momenti che portano a questi disagi, ci può aiutare a soffrirne meno; sarebbe utile, inoltre, seguire dei corsi specifici che portino a potenziare le capacità di gestire le emozioni.

 Vincenzo CESALE

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LA FORZA DEL SORRISO

Il racconto di questo praticante di iaido della nostra Scuola, Umberto, evidenzia come l’atteggiamento mentale rilassato rappresenti la migliore arma contro la frustrazione. Se una persona agisce mentre si sente frustrata (= rabbia), non ha le capacità per esprimere la propria forza interiore; invece ogni volta in cui riprende il controllo attraverso la calma della mente, giunge con facilità a trasformare il modo di agire, rivelando le proprie piene potenzialità ( = grinta).

Vincenzo CESALE

dojo Niten Ichi Ryu

metodo “Essere Grinta

LA FORZA DEL SORRISO

Lo iaido, quasi per definizione, è spesso descritto come la ricerca di se stessi, il perseguimento della propria perfezione ed il miglioramento ( o come per molti accade, la COSTRUZIONE) del proprio equilibrio psico-fisico.

Tutte queste parole però possono suonare eccessive, poco credibili e falsamente altisonanti per chi non conosce la disciplina o se ne avvicina distrattamente; come di consueto però la realtà è molto più semplice della teoria.

Quello che è accaduto durante lo scorso giovedì di pratica, può essere preso come un esempio lampante del valore e dell’utilità dello iaido.

Ecco quanto accaduto. Durante lo svolgimento del sesto kata, mi sono alzato dal pavimento portando in avanti la gamba sbagliata: un errore madornale, grave quanto inatteso.

E pensare che quella sera mi sentivo particolarmente rilassato, nonostante la giornata lavorativa pesante ed estenuante. Istintivamente, avevo iniziato a svolgere i kata immaginandomi sorridente.

Chiaramente da fuori questo non si vedeva, la mia espressione al più appariva serena, eppure, dentro di me cercavo di distendere i muscoli del viso e di non stringere i denti (difetto che purtroppo mi porto dietro da anni e che lo iaido mi sta aiutanto a riconoscere).

Tornando ai kata, questo mio atteggiamento ebbe come risultato non quello di effettuare esercizi perfetti, privi di errori ed impeccabili, ma semmai, quello di fare uno iaido privo di pensieri, di ragionamenti e di continui “ronzii mentali”. Non distratto, come si potrebbe pensare, ma più naturale.

Dopo l’errore commesso, normalmente mi sarei morso la lingua, avrei guardato al cielo e mi sarei depresso continuando il kata presente e forse anche quelli successivi, con frustrazione.

Tuttavia le cose andarono diversamente e sono sicuro che se non avessi avuto un simile stato di “concentrazione rilassata”, non sarei stato capace di reagire.

Istantaneamente, senza battere ciglio, senza spezzare la respirazione e scompormi, ripresi a fare il kata, questa volta correttamente e dimostrando anche una certa sicurezza, che a detta del maestro venne percepita e quasi trasmessa anche ai miei compagni.

Sicuramente, ed è questo che vorrei sottolineare, la mia capacità di reazione e di ripresa, sono state il frutto del mio stato mentale di serenità ed il rendersi conto di questo risultato è stato assai utile anche dopo, nella sera seguente e nei giorni successivi!

È da anni che mi sento dire che la vera forza non risiede nella durezza, nella rigidità, eppure solo quel giovedì sera mi è venuto naturale sforzarmi di adottare quel tipo di mentalità; evidentemente, certi insegnamenti devono sedimentare a lungo prima di essere davvero assimilati. Insegnare sicuramente, da questo punto di vista, richiede una pazienza infinita suppongo.

Spero che questo resoconto possa permettere a chi non conosce lo iaido, di meglio comprendere le parole delle prime righe e di capire perchè lo iaido serve davvero a tutti per vivere meglio e fare continue scoperte sul proprio conto, conquistando piccole “verità” che sono spendibili a casa, in famiglia, al lavoro e sopratutto, verso sè stessi.

Umberto C.

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IL DOJO

IL DOJO

IL LUOGO DOVE COLTIVARE IL TUO SVILUPPO PERSONALE

La parola dojo viene spesso, erroneamente, associata al luogo dove si praticano le arti marziali, quindi la lotta e il combattimento. Ma si tratta di una visione molto limitata: dal punto di vista della cultura giapponese, infatti, il DOJO è più precisamente il “luogo sacro e di ricerca della Via”, intesa come Via spirituale, attraverso la pratica di un’arte (marziale o non).

Se sei intenzionato a praticare una disciplina orientale in un VERO DOJO, dovunque si trovi, dovrai essere pronto a metter piede in un luogo molto particolare, ben diverso dalla tradizionale palestra a cui la cultura occidentale ti ha abituato.

Il primo impatto che avrai entrando in un vero dojo sarà una sensazione molto particolare: l’atmosfera sarà ovattata, e quasi sempre sentirai un buon profumo di incenso nell’aria. Questo è il primo passo per predisporre e rilassare mente e corpo.

Le caratteristiche particolari che noterai nel luogo, non solo sono esteriori, estetiche: si tratta infatti di aspetti profondi che derivano dall’applicazione delle regole di comportamento collettive, che tutti gli appartenenti al dojo seguono.

1) IL SILENZIO
Nel dojo non si urla, perché il controllo di sé è parte integrante delle discipline orientali. Lo stesso garbo riguarda i movimenti: nessuno corre o si sposta in modo brusco.

2) LA PULIZIA
Il dojo è un luogo pulito, anche ai praticanti è richiesto di provvedere alla sua pulizia, dove ti verrà chiesto di entrare senza scarpe. Abbandonare le calzature è uno dei modi per predisporsi fisicamente e mentalmente al lavoro.
Entrando, inoltre, noterai un lato delle pareti dedicato all’esposizione dei dettami della Scuola, degli ideogrammi che rappresentano la Via prescelta, dei simboli riguardanti gli antenati: il TOKONOMA, e le arti che si coltivano, nel nostro caso l’arte della spada (Iaijutsu) e dell’arco (Kyudo). Qui vengono collocati anche un tempietto shintoista (Kamidana) ed alcuni altri oggetti (come puoi vedere nella foto).

LAVORARE NEL DOJO: OMOTE e URA

Apprendere un’arte comporta due passaggi, o meglio due fasi.

1. OMOTE . E’ la prima fase, detta anche “esterna”; riguarda ciò che un principiante osserva e ripete, ovvero l’apprendimento dei Kata, delle tecniche ecc.

2. URA. E’ la seconda fase, quella “interna”. Si riferisce alla parte “nascosta” dell’arte, ovvero il punto di vista filosofico, iniziatico, quello che non si vede attraverso gli occhi ma con lo spirito. Questo secondo aspetto viene quasi sempre tralasciato, soprattutto nelle scuole occidentali che hanno privilegiato la pratica sportiva a discapito dell’arte orientale vera e propria. Viene così a mancare l’aspetto più importante: quello evolutivo, che costituisce l’apprendimento più completo dell’essere umano.

Di solito il primo contatto con il gruppo dell’allievo più giovane KOHAI (後輩) avviene attraverso l’incontro con il SENPAI 先輩 (l’allievo più anziano) : sarà lui a guidarti dandoti le prime informazioni sulla Scuola, sui comportamenti da seguire, sul modo corretto di indossare l’abbigliamento, ecc.

Successivamente avrai modo di iniziare a conoscere meglio, attraverso il lavoro, il tuo insegnante.
Se l’insegnante, nella sua formazione, ha avuto modo di lavorare con maestri giapponesi, avrà acquisito un comportamento che si esprime su due livelli:
TATEMAE 建前 (il rapporto sociale con i suoi allievi)
 e
 HONNE 本音 (l’interiorità privata, ovvero la sua visione personale sulle cose).

Tutta questa “etichetta formale” non ti deve spaventare o intimorire: con la pratica e la conoscenza l’integrazione avverrà senza che tu te ne renda conto, gradualmente. 
Più ti dedicherai alla Scuola, più questi aspetti diventeranno parte di te: attraverso la perseveranza e la dedizione assorbirai molto valore da questa esperienza, che rimarrà dentro per sempre. Anche se la vita prima o poi ti allontanerà dal dojo, difficilmente te ne dimenticherai, ritrovandone le tracce nei tuoi comportamenti.

Nel 1971, la prima volta in cui ho indossato un kimono, più precisamente Karategi, Kendogi ecc. (cioè abito da lavoro) l’impressione è stata quella di sentirmi molto ridicolo: quel tipo di abbigliamento era così distante dalle mie abitudini che non riuscivo ad adattarmi. Ed ascoltando il mio maestro giapponese di karate mentre illustrava le tecniche nella sua lingua madre, pensavo che non sarei mai riuscito a capire qualcosa di quel mondo.

Invece oggi indosso il kimono con più disinvoltura del normale abbigliamento occidentale, e grazie a questo percorso ho avuto l’opportunità di avvicinarmi alla lingua e alla cultura giapponese come approfondimento personale. Tutto si può imparare…

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
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ASPETTARE IL RISULTATO

Deborah poco tempo fa ha scritto un post per gli operatori olistici, prendendo ad esempio noi kyudoka, la ringrazio di averci fatto questo onore, non mi resta che condividere questo bell’esempio che rimarca quanto le arti giapponesi eseguite in un modo corretto, siano portatrici di una evoluzione piena dell’essere umano.

Vincenzo CESALE

ASPETTARE IL RISULTATO O COSTRUIRE IL RISULTATO: LA DIFFERENZA FA LA DIFFERENZA.

[…]Dai principi della Legge di Attrazione sappiamo che questo tipo di atteggiamento è poco produttivo, raramente produce risultati concreti. Per spiegarlo in modo pratico mi aggancio ad una disciplina orientale: il kyudo (o tiro con l’arco giapponese).

I kyudoka non si limitano a tirare una freccia: costruiscono il tiro secondo dopo secondo. La preparazione è tutto. Il risultato da raggiungere è proiettare la freccia in un bersaglio distante 28 metri, in modo pressoché PERFETTO.

Il kyudoka pianifica il tiro dal momento in cui si sveglia la mattina. La mente è orientata verso la pratica. Si reca al dojo (luogo dedicato all’arte), dove esegue il suo rituale nell’indossare gli abiti adeguati.

Ogni minuto che passa la sua mente è più concentrata sull’obiettivo; compie ogni gesto mantenendo la massima focalizzazione sul risultato da raggiungere: il tiro perfetto.

I praticanti si preparano insieme sulla pedana: puliscono il luogo, poi eseguono i saluti rituali, dedicano qualche minuto a calmare mente e cuore (koshin), poi preparano gli archi e le frecce. Qualsiasi piccolo movimento o parola (spostarsi nel dojo, preparare l’attrezzatura, prelevarla e posarla, domandare e rispondere, ecc. ) è prestabilito, curato, studiato nei minimi particolari.

Solo allora iniziano a predisporre il tiro vero e proprio. La posizione è stabile, le gambe sono leggermente divaricate, ogni muscolo entra in sinergia con gli altri; l’intero corpo crea una linea di potenza che unisce cielo e terra, generando un campo di forza.

L’arco viene aperto lentamente, ogni passaggio ha un suo perché. La giusta apertura, la giusta posizione del busto, delle spalle e del torace, la giusta torsione … solo attraverso il perfezionamento continuo di tutti i passaggi la freccia riceve la rotazione e la potenza necessarie per raggiungere il centro del bersaglio.

Occorrono mesi di allenamento per fare il primo centro, mesi di allenamento perché ogni gesto smetta di essere meccanico e diventi OLISTICO.

Ogni bersaglio raggiunto è il frutto di una preparazione minuziosa nei dettagli. Se un dettaglio non è perfetto, il centro viene mancato. Se la mente non è calma o il corpo è rigido, il centro viene mancato. Se un gesto si esegue in modo minimamente scorretto, il centro viene mancato.

Nella vita, invece, spesso i passaggi vengono presi sottogamba o dati per scontati. Qualcuno ritiene che aver frequentato dei corsi, acquisito una formazione solida e metterci “tanto cuore”, basti a garantire il successo. L’energia Universale farà il resto, premiando la virtù spirituale ed “il dono”.[…]

Deborah NAPPI

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ASPETTARE IL RISULTATO O COSTRUIRE IL RISULTATO …

ASPETTARE IL RISULTATO O COSTRUIRE IL RISULTATO: LA DIFFERENZA FA LA DIFFERENZA.

Il post di oggi è di “nicchia”: mi rivolgo all’Operatore Olistico che si sente ancora NON-realizzato
o che spera di realizzarsi, ma non sa bene SE o QUANDO.

Sei convinto che il tuo lavoro coinvolga pochi utenti a causa della crisi? Non è così, ed ora ti spiego il motivo.

Noto spesso che molti fra quelli che si lamentano delle difficoltà (soprattutto economiche) nel far sopravvivere uno studio olistico, adottano una filosofia di vita che li pone in stato di ATTESA, nei confronti di una forza superiore addetta a risolvere i loro problemi.

Dai principi della Legge di Attrazione sappiamo che questo tipo di atteggiamento è poco produttivo, raramente produce risultati concreti. Per spiegarlo in modo pratico mi aggancio ad una disciplina orientale: il kyudo (o tiro con l’arco giapponese).

I kyudoka non si limitano a tirare una freccia: costruiscono il tiro secondo dopo secondo. La preparazione è tutto.
Il risultato da raggiungere è proiettare la freccia in un bersaglio distante 28 metri, in modo pressoché PERFETTO.

Il kyudoka pianifica il tiro dal momento in cui si sveglia la mattina. La mente è orientata verso la pratica. Si reca al dojo (luogo dedicato all’arte), dove esegue il suo rituale nell’indossare gli abiti adeguati.

Ogni minuto che passa la sua mente è più concentrata sull’obiettivo; compie ogni gesto mantenendo la massima focalizzazione sul risultato da raggiungere: il tiro perfetto.

I praticanti si preparano insieme sulla pedana: puliscono il luogo, poi eseguono i saluti rituali, dedicano qualche minuto a calmare mente e cuore (koshin), poi preparano gli archi e le frecce. Qualsiasi piccolo movimento o parola (spostarsi nel dojo, preparare l’attrezzatura, prelevarla e posarla, domandare e rispondere, ecc. ) è prestabilito, curato, studiato nei minimi particolari.

Solo allora iniziano a predisporre il tiro vero e proprio. La posizione è stabile, le gambe sono leggermente divaricate, ogni muscolo entra in sinergia con gli altri; l’intero corpo crea una linea di potenza che unisce cielo e terra, generando un campo di forza.

L’arco viene aperto lentamente, ogni passaggio ha un suo perché. La giusta apertura, la giusta posizione del busto, delle spalle e del torace, la giusta torsione … solo attraverso il perfezionamento continuo di tutti i passaggi la freccia riceve la rotazione e la potenza necessarie per raggiungere il centro del bersaglio.

Occorrono mesi di allenamento per fare il primo centro, mesi di allenamento perché ogni gesto smetta di essere meccanico e diventi OLISTICO.

Ogni bersaglio raggiunto è il frutto di una preparazione minuziosa nei dettagli.
Se un dettaglio non è perfetto, il centro viene mancato.
Se la mente non è calma o il corpo è rigido, il centro viene mancato.
Se un gesto si esegue in modo minimamente scorretto, il centro viene mancato.

Nella vita, invece, spesso i passaggi vengono presi sottogamba o dati per scontati.
Qualcuno ritiene che aver frequentato dei corsi, acquisito una formazione solida e metterci “tanto cuore”, basti a garantire il successo. L’energia Universale farà il resto, premiando la virtù spirituale ed “il dono”.

Ebbene non è così: nessuno ha un dono, nessuno è virtuoso. Praticare le discipline naturali non rende speciali, è solo una capacità; vale quanto l’abilità nel costruire ponti che non crollano al primo temporale, piuttosto che coltivare frutta e verdura, o qualsiasi altro TALENTO.

Quindi, se il tuo desiderio è quello di lavorare nel settore delle discipline naturali COME PROFESSIONISTA, rimanere in fiduciosa attesa del risultato è inutile. L’unico atteggiamento che puoi fare tuo per raggiungere degli obiettivi CONCRETI, è farti carico della loro costruzione meticolosa un giorno dopo l’altro, un’ora dopo l’altra, un secondo dopo l’altro: cioè FARE LE COSE GIUSTE, FARE LE SCELTE GIUSTE.

SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI RAGGIUNGERE. Aspettare che l’Universo ti porti i risultati che desideri, è come per un kyudoka pretendere di proiettare la freccia nel centro senza compiere i gesti corretti per scoccarla, cioè senza fare kyudo.

Se un kyudoka medita per 18 ore al giorno sperando di arrivare al dojo e trovare la sua freccia nel centro del bersaglio, resterà deluso. E’ semplicemente una cosa IMPOSSIBILE, quindi se è impossibile per un kyudoka, come può funzionare per un operatore olistico?

L’energia segue L’AZIONE, se non agisci in modo adeguato i risultati non arrivano: non possono. E l’azione SEGUE LE CONVINZIONI.

Per innescare un cambiamento devi essere disposto a “rimettere in discussione” le convinzioni che hai tenuto strette fino ad oggi. Perché solo così apri la porta a nuove azioni, nuovi pensieri, e soprattutto NUOVE OPPORTUNITA’. Se sei pronto a farlo, significa che vuoi veramente fare l’operatore con tutto te stesso, possiedi gli strumenti che servono per cambiare la realtà e sei disposto a fare tutto ciò che occorre per realizzarti completamente.

Se invece ti senti più tranquillo e protetto continuando a rimanere fermo sulla visione che hai adesso (quella che ha costruito la tua attuale situazione, un giorno dopo l’altro), eviti con certezza matematica il rischio di sbagliare o di fallire. Ma rinunci anche alle possibilità di successo, e soprattutto non puoi aspettarti risultati diversi da quelli che hai già, nemmeno fra cent’anni.
Rispondi a te stesso: dove vuoi essere fra cinque anni?

Il meglio di te è quello che puoi dare ORA.
Deborah.

‪#‎lameditazioncinagnegnènontiserve‬

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MUSO SHINDEN RYU

MUSO SHINDEN RYU: la nascita di una Scuola

Dopo essermi dedicato per circa 50 anni ad esplorare il mondo delle arti marziali, in particolare quelle giapponesi, ho fatto la scelta di destinare il mio studio e le mie energie unicamente alle discipline prive di combattimento fisico. Questo perchè sento che mi danno maggiori opportunità di crescita e di espansione come individuo.

Lo scopo antico era preparare combattenti che avessero l’esperienza necessaria per affrontare un reale scontro fisico. Oggi, che non è più necessario affrontare scontri all’arma bianca, si è trasformato in Via di crescita personale, attraverso il lavoro profondo sul corpo e sullo spirito.

Una delle arti che amo di più è senza dubbio lo iaido, lo studio della spada giapponese. In particolare amo le scuole piene di memoria storica, quelle che nascono dall’esperienza reale del passato. Ho abbandonato da tempo le Scuole moderne, ideate unicamente per fini sportivi. Il Muso Shinden Ryu è una delle Scuole più antiche, ed è quella a cui ho scelto di rivolgere la mia massima dedizione, nella pratica e nell’insegnamento.

Oggi andiamo a esplorare la lunga e articolata storia delle scuole antiche di spada giapponese, scoprendo da dove arrivano e con quale percorso sono state tramandate fino a noi.

Per abitudine l’arte della Spada viene definita “iaido”, nome dato da Nakayame Hakudo o Hiromichi (1869-1958) nel 1932: si tratta di un nome generico, che raggruppa anche le scuole recenti, nate nel XX secolo; in realtà non è corretto chiamarlo in questo modo se ci riferiamo alle scuole antiche (Koryu).
Al Koryu appartengono le Scuole di cui andremo a raccontare: per questo è più giusto definirle “Iaijutsu Koryu”.

Si codificò, come lo conosciamo oggi, grazie a Jinsuke Shigenobu (1546-1621)?conosciuto come Hayashizaki Jinsuke Shigenobu. Ci sono giunte altre informazioni: circa cento anni prima, il fondatore del Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu, Izasa Ienao (Choisai) descriveva lo Iaijutsu praticato con spade vere dette Shinken.

Linea gerarchica dei caposcuola

• fondatore Hayashizaki Jinsuke Shigenobu
• 2° caposcuola Tamya Heibei Shigemasa
• 3° “ Nagano Muraku Nyudo Kinrosai
• 4° “ Momo Gunbei Mitsushige
• 5° “ Arikawa Shozaemon Munetsugu
• 6° “ Banno Dan’emon no Io Nobusada
• 7° “ Hasegawa Chikaranosuke Eishin (Hidenobu)
• 8° “ Arai Seitetsu Kiyonobu
• 9° “ Hayashi Rokudayu Morimasa
• 10° “ Hayashi Yasudayu Seisho
• 11° “ Oguro Motoemon Kiyokatsu

Alla morte dell’undicesimo caposcuola si è interrotta la linea diretta di trasmissione; si sono divise linee di insegnamento diverse, come la Shimomura ha (progenitrice dello iaido moderno) e la Tamimura ha: “ha” intende un ramo staccatosi dalla linea diretta di discendenza originaria Jinsuke Eishin

SHIMOMURA HA

• 12° caposcuola Matsuyoshi Teisuke (Shisuke) Hisnari
• 13° “ Yamakawa Kyuzo Yukikatsu (Yukio)
• 14° “ Shimomura Ttsubouchi) Moichi (Seisure) Sadamasa
• 15° “ Hosokawa (Gisho) Yoshimasa (Yoshiuma)
• 16° “ Nakayama (Hakudo) (Yushin) Hiromichi
• 17° “ Hashimoto toyo
• 18° “ Saito Isamu

TAMIMURA HA

• 12° caposcuola Hayashi Masu (Masa) no Jo Masanari (Seishi)
• 13° “ Yoda (Manzai) (Sansho) (Yorikatsu)
• 14° “ Hayashi Yadayu (Seiki) Masayori (Masataka)
• 15° “ Tanimura Kame no Jo Yorikatsu (Sugio)
• 16° “ Goto Magobei Masasuke (Seiryo)
• 17° “ Oe Masamichi (Shikei)
• 18° “ Hogiyama (Okiyama) Namio
• 19° “ Fukui Harumasa
• 20° “ Kono Hyakuren Minoru (Yamamura ha)
• 21° “ Fukui Yorao

Tra le Scuole di Koryu che pratichiamo ancora oggi e a cui mi dedico, si distinguono tre vie: SHODEN, CHUDEN e OKUDEN.

• Muso Shinden Ryu (Shoden)
• Hasegawa Eishin Ryu (Chuden)
• Suwariwaza e Tachiwaza (Okuden)

Era prerogativa dei caposcuola apportare alla pratica tutte le modifiche che ritenevano opportune; essendo mancata la discendenza diretta, nel corso degli anni le scuole hanno avuto una graduale perdita di identità anche se minima: ora risulta molto più difficile trasmettere l’arte com’era in origine, anche se ritengo personalmente che sia comunque rimasto molto di quello che era l’insegnamento antico.

Vincenzo CESALE

dojo NITEN ICHI RYU
www.kyudoiaidoqigong.it

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LA GRINTA E LA RABBIA

La grinta e la rabbia

 Stella Drago

L’esperienza personale nella scuola Duecieli di Stella attraverso l’esperienza, “trasforma la rabbia in grinta” http://www.soloattrazionenienteillusione.it/essere-grinta

LA GRINTA RAGGIUNGE UN BERSAGLIO. LA RABBIA COLPISCE A CASACCIO.

Oggi ho fatto il secondo step dopo lo stato di espansione: essere Grinta! Sono state due ore interessantissime. Il tempo è volato! Enzo è stato molto esaustivo e mi ha fatto capire diverse cose della mia postura che non andavano bene per dare agli altri un’immagine più forte di me stessa e quindi avere più considerazione. Migliorando la camminata ho potuto anche migliorare il mio mal di schiena dovuto proprio ad una mia cattiva abitudine nel camminare.

Molto interessante è stato anche il ‘metodo’ che Enzo mi ha insegnato per ‘scaricare’ la rabbia in situazioni di stress, di agitazione od altro e trasformarla quindi in Grinta. In particolar modo a me premeva sapere cosa potevo fare per evitare di ‘assalire’ il frigo quando sono nervosa (e questo purtroppo mi ha portato chili e chili di troppo Emoticon frown ). Usando sempre lo stesso ‘metodo’, dovrei evitare di abbuffarmi indirizzando la mia rabbia repressa e quindi calmare la mia voracità!

Ora non mi resta che provare, provare e provare. Intanto queste due ore sono volate e quindi questi esercizi mi hanno sicuramente dato molta serenità cancellando tutti i pensieri cattivi e negativi che avevo (e vi assicuro che in mattinata ne avevo accumulati tanti!!!) per cui se hanno funzionato in queste due ore funzioneranno anche per altre situazioni stressanti.

Grazie Enzo, grazie per la tua pazienza e per i tuoi insegnamenti.

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LA RABBIA

LA RABBIA E IL RIFLESSO DI AMMICCAMENTO

Nella vita ci sono aspetti che non andrebbero mai sottovalutati e sono quelli dello stupore, della meraviglia, e soprattutto lo scambio di idee, opinioni, curiosità e domande, che ci permettono di imparare ogni volta qualcosa di nuovo, e di fornire noi stessi delle risposte persino diverse alle comune aspettative. Tutto ciò solletica la nostra intelligenza e la sprona ad evolversi insieme alla nostra stessa concezione di anima, corpo e spirito, e sarò ancora più esaustivo riportando una domanda di un allievo di Kyudo che centra uno degli obiettivi fondamentali del mio discorso.

In una cena dopo un seminario, David mi chiese come mai nello sgancio di una freccia non chiudevo gli occhi.
Questa è certamente un’interessante osservazione, molto scrupolosa, di chi ha oltretutto un notevole intuito. Di fatto però il mio problema era proprio quello di riuscire a dare una spiegazione a David, dal momento che è Olandese. La lingua è davvero un ostacolo? Non esiste forse un “linguaggio universale?”. Me la cavai dicendogli scherzosamente che non sentendomi all’altezza, senza tenere gli occhi aperti, sarebbe stato impossibile.

Provo a esprimere il concetto nella mia lingua madre con un’eventuale traduzione
per David. Il fatto di chiudere gli occhi si chiama “Riflesso di ammiccamento”: quando eseguire un gesto o un’azione diventa per alcuni sinonimo di insicurezza, paura e stress. Ciò accade perlopiù nei praticanti a cui manca esperienza nella disciplina, ovvero, quando il nostro ego prende il sopravvento e non ci lascia crescere. Sono infatti le “cose” che non si conoscono a creare disagio, e spesso ciò si trasforma in paura o rabbia. www.kyudoiaidoqigong.it/rislesso-di-ammiccamento/

Prendendo ad esempio il riflesso di ammiccamento che abbiamo analizzato scientificamente in tutte le sue parti in precedenza; ora vorrei vederlo da un’altra ottica, con più precisione, in un campo che interessa la maggior parte di noi:la rabbia. In questo caso la consegna è: “trasforma la rabbia in grinta”, www.soloattrazionenienteillusione.it/essere-grinta .

Tutto ciò mi ha portato ad un ragionamento: anche il riflesso di ammiccamento, in parte è deciso dalla rabbia, che non riusciamo a gestire.

Il lavoro che ci si appresta a seguire comprende tre aspetti:

1) il respiro;
2) la voce;
3) il movimento (postura e conquista dello spazio).

Il processo è molto efficace già in se con poche sedute, ma il lavoro duraturo, quello che permette di ottenere i massimi risultati, va programmato con discipline in grado di mantenere più a lungo i risultati ottenuti attraverso le sedute personali.

Il Kyudo o lo Iaido sono molto adatti a questa trasformazione, anche per quanto riguarda il mantenimento e aiutano a concentrarsi mantenendo la trasformazione della rabbia, lavorando proprio sulle tre fasi che abbiamo visto in precedenza “respiro, voce, movimento”.

Queste due discipline non lavorano solo in profondità sul nostro corpo, ma anchenel nostro spirito, dentro di noi, donandoci un equilibrio psicofisico molto forte, trasformando la nostra eventuale rabbia in grinta. Un lavoro approfondito e condiviso con altri compagni di viaggio, che con la loro presenza ci accompagnano nella nostra crescita personale.

Vincenzo CESALE

Usa la Rabbia. Diventa “Grinta”.

 

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LA GRINTA RAGGIUNGE IL BERSAGLIO. AL RABBIA COLPISCE A CASACCIO

LA GRINTA RAGGIUNGE UN BERSAGLIO. LA RABBIA COLPISCE A CASACCIO.

C’è confusione tra Rabbia, Grinta e forza di volontà. E il fatto che in giro ci sono decine di corsi per “gestire la rabbia” (che tutto ti insegnano tranne che USARLA), dimostra chiaramente che la confusione e’ tanta.

Si tratta della stessa forza distruttiva, ma dipende da te quanto la subisci (Rabbia) o la usi per costruire (Grinta).

Spesso scarichi la Rabbia contro qualcosa o qualcuno, aggredendo, attaccando, colpendo, ferendo.

In altri casi la rivolgi contro TE STESSO, trasformandola in “pseudo-forza-di-volontà” (“devo fare assolutamente questo e quello, anche se non ci riesco ci devo riuscire”), oppure in autosabotaggio, sensi di colpa, e simili.

In tutti questi i casi che ti ho elencato la forza distruttiva aggredisce per il solo scopo di aggredire.

La Rabbia ti impedisce di centrare gli obiettivi: cioè ti smonta, ti fa dirigere le energie verso le cose sbagliate.

Quando “fai le cose sbagliate”, per quanto impegno tu ci metta, non ottieni mai i risultati che desideri. Essere dominato, o dominata, dalla Rabbia è, appunto, “fare le cose sbagliate”.

Nessuna meditazioncina o respirazione, o preghiera, invocazione o incantesimo riesce a fermarla o gestirla, tantomeno il pensiero positivo: tutte queste cose lavorano su mente e cuore, mentre la Rabbia arriva dalla pancia e se ne sbatte di mente e cuore!

Usando queste tecniche l’unico risultato che ottieni è di reprimere e inghiottire la Rabbia, di riportarla dentro di te ( = autoaggredirti), di fare finta che non esista, salvo poi ritrovartela addosso:
1) sulla faccia come psoriasi
2) nello stomaco come gastrite o ulcera
3) sul corpo come grasso accumulato
4) nelle coronarie con un bel colpo al cuore
5) ecc..

QUAL È L’ALTERNATIVA?

Se vuoi usare in modo costruttivo la Rabbia, devi trasformarla in GRINTA. E per usare la grinta devi avere un BERSAGLIO verso cui dirigerla.

I bersagli sono: i problemi e le situazioni che ti impediscono di raggiungere gli obiettivi che sono importanti per la tua vita.

È ovvio che tutto questo discorso ha senso se hai capito cosa è davvero importante per la tua vita, cosa vuoi fare ed ottenere per cantare la tua canzone, e quali obiettivi devi centrare per riuscirci.
(Se ancora non lo hai capito, leggi qui: http://www.soloattrazionenienteillusione.it/effetto-domino)

Quando hai degli obiettivi importanti per la tua vita, di sicuro hai degli ostacoli sul tuo cammino: ci sono sempre. E questi ostacoli sono il problema da “distruggere”, da risolvere, contro cui puoi dirigere l’energia distruttiva.

Il bersaglio esiste in funzione del fatto che tu hai un obiettivo, e il problema o l’ostacolo ti impedisce di raggiungerlo. Non c’è Grinta senza bersaglio: in questo caso l’energia distruttiva viene per forza trasformata in Rabbia.

ESSERE GRINTA è:

1. riconosci (senti attraverso il corpo) le tue forze distruttive che si stanno muovendo;
2. le porti alla superficie per capire
3. successivamente le DIRIGI CONTRO IL BERSAGLIO.

Niente più rabbia/frustrazione repressa, e molto carburante per ottenere risultati.

Ora quello che mi chiedo, e vorrei che tu mi rispondessi, vorrei che tutti voi mi rispondeste, è: da 1 a 10 quanto ti viene facile farlo?

Quello che voglio capire è: ti basta questo breve post, per capire come funziona il meccanismo e poterlo usare nella tua vita? Oppure devo pensare a creare altro (altri post, o magari un corso sull’argomento)?

Per questo rinnovo la domanda: a 1 a 10 quanto ti viene facile Essere Grinta, dopo che hai letto su questo post cosa significa esserlo davvero?

Attendo una tua risposta!

Vincenzo CESALE

NITEN ICHI RYU

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QUANDO INGOI RABBIA …

QUANDO INGOI RABBIA, FINISCE NEL CORPO. E USANDO IL CORPO TE NE DEVI LIBERARE. E USANDO IL CORPO PUOI EVITARE DI CREARNE ALTRA.

 JODA: Ah io non posso istruirlo, il ragazzo non ha pazienza.
BEN: Imparerà la pazienza.
JODA: Molta rabbia in lui. Come suo padre.
BEN: Ero diverso io quando tu mi insegnasti?
JODA: Lui non è pronto.

E tu sei pronto?

“La forza potente è in te” direbbe Joda.
Perché la forza scorre potente in tutti.
Ne vuoi la prova?

Eccola:

sei capace di arrabbiarti? Sei capace di devastarti la vita con la Rabbia, la repressione, il risentimento, i sensi di colpa?

Sei capace di devastare la vita agli altri con attacchi, insulti, offese subdole e velate, dispetti e dispettucci, mezze frasi lasciate cadere, mancanza di voglia di comprendere le loro esigenze e di accettarle, ecc.?
 Ecco, se almeno una delle due cose ti riesce bene, allora la Forza scorre in te. Anche per fare queste cose serve Forza. Se non ce l’avessi, ti mancherebbe la spinta per farle. Non avresti il propellente.

Anche quando ti arrabbi con qualcun altro, per farlo in realtà prima ti devi arrabbiare contro te stesso per poi “spingerti” contro l’altro. È come se ti mettessi 2 mani dietro la schiena e ti spingessi contro di lui. Quindi è una rabbia che ti attraversa, ti riempie, si sedimenta, e nel frattempo va “anche” contro l’altro. In entrambi i casi (punto 1 e punto 2) mangi merda.

QUANTA MERDA HAI INGOIATO FINORA? È FINITA TUTTA NEL CORPO.
ED È DA LÌ CHE DEVI PARTIRE, DAL CORPO!

Dato che abbiamo dimostrato che la Forza ce l’hai, devi quindi usarla per creare i risultati che desideri, invece che per devastare il tuo corpo e devastarti la vita.

Lavorare sul corpo è il modo più veloce per eliminare le tossine e i blocchi energetici della Rabbia e impedire alla nuova Aggressività di trasformarsi in nuova Rabbia.
Usare il corpo in modo efficace vuol dire sfruttare l’Aggressività per creare GRINTA.
E la Grinta è quella che ti serve per usare l’energia DISTRUTTIVA a tuo vantaggio.

(Ne abbiamo già parlato qua: goo.gl/I7v8cg
e qua: goo.gl/I7v8cg
se non visualizzi i post, richiedi prima l’iscrizione al gruppo)

Cosa vuol dire lavorare sul corpo?
 Vuol dire lavorare sui 3 elementi che maggiormente influenzano l’energia:

1) il respiro;

2) la voce;

3) il movimento (postura e conquista dello spazio).

PRIMO: IL RESPIRO.

Col respiro diaframmatico fai muovere tutta l’energia dentro il corpo.

Riempi tutti i polmoni, non solo la metà superiore, e circola più sangue, che porta più ossigeno. Metti così in funzione tutte le parti del tuo corpo, non solo quelle legate agli aspetti vitali e alle reazioni istintive.

SECONDO: LA VOCE.

Il suono della tua voce espelle l’energia.
Il suono che espelli è quello negativo che avevi nella pancia. Espelli energia negativa. L’energia positiva resta dentro.
È come lo stantuffo di una siringa che spinge via la parte negativa e la trasforma in suono (Kiai) per farla uscire definitivamente.
Una volta che hai fatto uscire tutta l’energia negativa, comincia a usare quella positiva. E la tua voce diventa melodica. E canti la tua melodia. E canti la tua canzone.

Quando urli rabbia, urli con la gola. In questo modo ti carichi ancora di più di adrenalina, e se sei arrabbiato… la rabbia aumenta :)
Se invece urli con la pancia espelli il veleno. E carichi l’energia positiva, che sale fino al cervello. È quasi urlo da “ventriloquo”.
Ti accorgi subito che il lavoro funziona, perché ti senti subito diverso, o diversa. Usi la Forza.
Butti via una canzone stonata (piena di energia negativa) e la sostituisci con la tua bellissima canzone.

TERZO: IL MOVIMENTO.

Il lavoro su respiro e voce favorisce quello sul corpo. Cambi postura e conquisti lo spazio. Avviene quasi naturalmente, e lo puoi aiutare con specifici, semplici e velocissimi esercizi fisici.

Nel momento in cui, tramite il metodo “Essere Grinta”, la Rabbia viene montata e tirata su fino al diaframma, dalla pancia al diaframma, e poi, tirandola sempre più su viene espulsa tramite il respiro, la voce, e il movimento;
nel momento in cui riesci a sputare il veleno che hai dentro;
a quel punto automaticamente il corpo si dispone in una posizione di espansione, in cui ti senti libero di espanderti, padrone dell’universo.

E a quel punto quello che resta da fare è usare il corpo per prenderti ancora di più lo spazio intorno a te e sentirti in grado di esserne padrone. E allo stesso modo di essere totalmente padrone di fare quello che serve per raggiungere l’obiettivo che vuoi ottenere. Per risolvere il problema. Senza nessuna limitazione.

A quel punto l’istinto viene bypassato perché eliminando la Rabbia che abbiamo dentro non ha più bisogno di proteggersi perché non sente più la paura. In realtà la paura si era trasformata in Rabbia. Quando la Rabbia è buttata fuori, anche la paura non c’è più e ti senti pronto per attaccare qualsiasi problema.

Sei pienamente integrato nello spazio e nel tempo. Sei collegato con le persone e con le cose. Sei concentrato su quello che devi fare. Ti dimentichi della paura che soffrivi poco prima.

Le persone che prima temevi NON SONO più nemici. Sono elementi del mondo, con cui puoi tranquillamente interagire e sulle quali sei prontissimo, o prontissima, ad esercitare tutta la tua influenza (che prima non avevi). Ma ora sfrutti il tuo potenziale. Sfrutti tutto quello che è nelle tue possibilità del momento in cui affronti la situazione, lo fai senza remore, senza timore, senza rimorso, senza riguardo per chi non lo merita.

A quel punto non attacchi più le persone ma i problemi. Perché non vedi più minacce, ma opportunità di centrare un obiettivo. A quel punto anche l’avere un comportamento che nuoce ad un’altra persona, non lo
vedi come un attacco ad essa. Non lo valuti come distruttivo. Lo vedi semplicemente effettuato per risolvere un problema e costruire qualcosa.

Il “lato oscuro della Forza”, che ti impone di distruggere, in realtà come prima cosa ti obbliga a distruggere te stesso. Ma ora puoi prenderti la tua rivincita.

Quando l’hai fatto una volta, sai che lo puoi fare: e da quel momento puoi riuscire (se lo vuoi) a padroneggiare totalmente, per sempre, la tua energia distruttiva.

Da quel momento, ad ogni attacco della vita sei in grado di dirigere la tua energia distruttiva contro il problema, e subito dopo di metterti nello stato di Espansione.

Se vuoi diventare padrone della tua Aggressività e trasformarla in Grinta, dai un’occhiata qua: http://www.soloattrazionenienteillusione.it/essere-grinta
Usa la Rabbia. Diventa “Grinta”.
Vincenzo Cesale

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COME L’INSICUREZZA SI TRASFORMA IN PAURA E RABBIA, E COME PUOI USARLE A TUO VANTAGGIO

Il fatto è che quando non sai come ottenere un risultato, o risolvere un problema, cominci a diventare insicuro, o insicura.
L’insicurezza porta alla Paura. Hai Paura che le tue azioni, quelle che fai e quelle che NON fai, possono ritorcersi contro di te.

Un mio vecchio maestro diceva:
“Un uomo che ha Paura non è un uomo”.
E per “uomo” intendeva “essere umano”, anche di sesso femminile.

Quando hai Paura scattano i meccanismi inibitori dell’Istinto, che ti portano a rinchiuderti nel guscio, ad evitare di giocare a viso aperto. E così commetti molti più errori di quanto faresti se fossi sereno e lucido.
La situazione quindi peggiora e la Rabbia cresce. La Paura porta a sbagliare, e gli sbagli portano Rabbia.

COSA PUOI FARE, ALLORA?

Negli ultimi tempi sono tantissime le persone che hanno detto, a me o a Deborah, di essere “insicure”. E hanno detto che questa loro insicurezza blocca le azioni che servono per creare i risultati che desiderano.

Dicono anche che la Paura le blocca. Dicono cose come: “ah se non avessi la mia insicurezza… riuscirei a… e se non avessi le mie paure… allora si che potrei fare questa specifica cosa…”

E noi rispondiamo più o meno così:

Non ti ha bloccato la Paura di questo o di quello. Ti ha bloccato il non riuscire ad AGIRE nonostante la Paura.

Nessuno è senza Paura, tranne forse qualche eroe dei fumetti (ma la realtà non è un fumetto).
Chi ottiene risultati agisce NONOSTANTE la Paura e usa la Grinta perché lui “È” Grinta.
È DIVENTATO GRINTA.

E quando subisce un attacco (da parte di qualcuno o anche solo un attacco di panico) si mette in posizione di “DISTRUZIONE COSTRUTTIVAEmoticon smile Grinta) anziché semplicemente DISTRUTTIVA o autodistruttiva Emoticon smile Rabbia contro gli altri o se stesso).

Riuscire ad ESSERE GRINTA anziché essere Rabbia, fa tutta la differenza del mondo.
È la differenza tra vincere e fallire. È la differenza tra vivere e morire (morire dentro).

Le strade per “Agire Nonostante La Paura” sono 2.

LA PRIMA STRADA: CANTA LA TUA CANZONE.

Questa strada è quella di costruire la vita che vuoi vivere, in modo da avere tanta di quella energia creativa da non avere di questi problemi. E di questo ha parlato ampiamente Deborah, esortando per es. a “cantare la tua canzone”.

In sintesi: prima fai quello che davvero ti permette di esprimerti, così facendo ti è molto più facile creare i tuoi risultati, e sono poi i RISULTATI a darti la sicurezza. E questo è tutto il contrario di chi pensa che “otterrò i risultati quando avrò sicurezza”. NO, è il contrario: avrai sicurezza quando avrai ottenuto risultati. Sono i risultati a darti fiducia e sicurezza. Funziona così!

QUAND’È CHE QUESTA PRIMA STRADA NON FUNZIONA?

Semplice: quando la Rabbia accumulata è troppa, e necessita di uno sfogo.
Nel momento in cui sei sotto attacco.
Quando ti è successo qualcosa che ha fatto salire la tua Aggressività.
Mentre provi emozioni negative e vorresti spaccare tutto, o spaccare la testa a qualcuno, o sparire e nasconderti ( = vergogna, lamento, disillusione = Rabbia contro te stesso).

LA SECONDA STRADA: ESSERE GRINTA.

Sei Grinta quando diventi “DISTRUZIONE COSTRUTTIVA”. Cosa vuol dire?
Vuol dire che ti occupi di distruggere un problema, una situazione, una credenza limitante tua o di altri, un’abitudine o un comportamento tuo o di altri.

NON vuol dire aggredire una persona, distruggere degli oggetti, o se stessi.

Distruggendo i problemi (o altre cose inutili e stagnanti), costruisci i risultati. Questo è “DISTRUZIONE COSTRUTTIVA”, questo è GRINTA.

Un esempio lo trovi nel post che ho pubblicato ieri https://goo.gl/Lfbq1Z
(se Facebook non te lo fa vedere vuol dire che non sei iscritto al gruppo, chiedi l’iscrizione)

Essere Grinta vuol dire saper scegliere innanzitutto il bersaglio da distruggere. Sapere cosa è davvero importante per te. E se per caso ancora non lo sai, scrivilo nei commenti, o come messaggio privato a me o a Deborah, e ti daremo una valutazione della tua situazione.

Una volta che hai trovato il bersaglio da distruggere, puoi cominciare a usare Respiro, Voce e Movimento per canalizzare la tua energia lì dove a te serve di più E di questo ne parlerò nel post di lunedì.

SEI GRINTA QUANDO SCARICHI L’ENERGIA PRODOTTA DA RABBIA E PAURA CONTRO UN BERSAGLIO, LA CUI DISTRUZIONE È UTILE A SPIANARE LA STRADA DELLA TUA REALIZZAZIONE PERSONALE O PROFESSIONALE!

Ti rinnovo l’invito a fare una riflessione, da oggi a lunedì, su quali sono i bersagli migliori per la tua Aggressività.
Quali bersagli “colpire e affondare” per spianare la strada alla tua completa realizzazione personale o professionale?

Se hai dubbi, sai che ce li puoi porre, siamo qui per te.

Usa la Rabbia. Diventa “Grinta”.
Vincenzo Cesale

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COSA C’È DI VERO IN GUERRE STELLARI.

COSA C’È DI VERO IN GUERRE STELLARI. LA “FORZA” E IL SUO LATO “OSCURO”.

“Rabbia, paura, violenza: sono loro il lato oscuro. Veloci ti raggiungono quando combatti”. 
Yoda, maestro Jedi di Guerre Stellari.
C’è qualcosa di vero nella Saga di Guerre Stellari. D’accordo, è fantascienza. I cloni non esistono, le spade laser neanche, e Darth Vader se l’è inventato qualcuno con una fantasia molto attiva.
Invece la Forza esiste davvero.


Come abbiamo già scritto io e mia moglie, esistono 2 tipi di forze. Quella creativa-costruttiva (che Freud chiamava “libido”) e quella distruttiva (che Freud chiamava “mortido”).
Entrambe sono forze, e di per sé non sono né positive e né negative.
La forza creativa è positiva quando viene usata per costruire qualcosa di utile a tutti. Diventa negativa se viene usata per costruire qualcosa destinato a nuocere a qualcuno.
La forza distruttiva è anche chiamata Aggressività, e può essere canalizzata in Rabbia (negativa) o in Grinta (positiva).

La prima cosa che è importante mettere in conto è che la forza distruttiva c’è e NON PUOI fare finta che non ci sia. Non serve a niente reprimerla, perché prima o poi verrà fuori. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine.
La Rabbia è energia distruttiva che dirigi contro te stesso (sensi di colpa, sfiducia, disturbi allo stomaco o intestino, malattie psicosomatiche…) o contro gli altri (attacchi smisurati rispetto alle situazioni, attacchi portati per ferire anziché per risolvere un problema o una situazione).
La Rabbia è quello che viene definito “Il lato Oscuro della Forza”. 
C’è un’alternativa: la Grinta.
La Grinta ce l’hai quando distruggi un problema, senza voler ferire una persona o te stesso.

ESEMPIO 1.
Se qualcuno ti nuoce e tu “fai lo scemo per non fare la guerra”, stai zitto e lasci correre, devi sapere che il tuo Istinto non se ne farà una ragione. Userà la forza distruttiva, ma siccome non potrà usarla contro qualcuno o qualcosa, la userà contro te stesso. Questa è Rabbia contro te stesso.

ESEMPIO 2.
Se qualcuno ti nuoce e tu hai una reazione “controfobica”, oppure una reazione “occhio per occhio”, e lo attacchi, allora stai usando la tua forza distruttiva contro di lui. Questa è Rabbia contro qualcun altro.

ESEMPIO 3.
Se qualcuno ti nuoce e tu ti occupi di risolvere il problema, allora quella è Grinta. Risolvere il problema significa: cerco di trarre un vantaggio dall’azione che questa persona ha fatto contro di me. Se il vantaggio può essere reciproco, sia mio che di chi ha avuto il comportamento sbagliato, allora è perfetto. Se chi invece ha avuto il comportamento sbagliato è talmente in malafede da voler evitare qualsiasi collaborazione, allora il vantaggio lo cercherò per me solo.

Che differenza c’è tra l’esempio 2 e l’esempio 3?
È presto detto: nell’esempio 2 cerco di “vendicarmi”, di rendere pan per focaccia. Nell’esempio 3 cerco di trarre un vantaggio per me, senza per forza che questo si debba ritorcere contro chi mi ha nuociuto.

Una volta, anni fa, mi sono fidato di un cliente, facendogli anche dei favori e mettendomi tantissimo a disposizione per lui. Ma lui in cambio ha deciso prima di andare in un’altra scuola, e poi di cercare di portare via 2 suoi ex compagni di corso dalla mia scuola per farli andare nell’altra scuola. A quel punto, io avevo 3 scelte.
La prima era quella di far finta di niente, reprimere la Rabbia, e così dirigerla contro di me. La seconda di attaccare il cliente. La terza quella di attaccare il problema.

Ho scelto la terza.
Ho contattato le 2 persone che lui aveva cercato di portare via dalla mia scuola, e ho spiegato loro che sapevo che erano state consigliate di cambiare scuola. Ho detto che facevano bene a valutare molto attentamente quale scuola scegliere, perché giustamente dovevano pretendere il meglio per se stesse.

Ho anche aggiunto che qualunque fosse stata la loro decisione, saremmo rimasti in ottimi rapporti personali. Mi sono offerto di mettermi a disposizione per chiarire eventuali dubbi in merito a ciò che potevo fare per loro come insegnante e a ciò che potevano ottenere dal mio corso, e in merito a cosa invece NON avrebbero potuto ottenere.

Risultato: dopo un paio di telefonate, uno di questi clienti ha deciso di cambiare scuola. L’altro invece è rimasto talmente contento che non solo ha continuato volentieri a frequentare il mio corso, e non solo si è iscritto ad altri nostri corsi, ma mi ha anche portato 2 clienti nuovi (cosa che non avrebbe fatto senza quel chiarimento). E sia lui che gli altri 2 clienti, sono stati fans sfegatati della scuola per molti anni.

Ora, se tu pensi che io abbia usato la mia forza creativa (la libido) per tentare di “ricucire”, ti sbagli di grosso. Io ero INCAZZATO NERO.

A queste 2 persone era stato detto dal loro ex compagno di corso che per vari motivi l’altra scuola avrebbe portato loro maggiori benefici. E loro si erano creati questa opinione, supportata da una serie di argomentazioni. Si erano costruiti una vera e propria mappa mentale riguardo le differenze tra la mia scuola e l’altra scuola.

Io ho usato la FORZA DISTRUTTIVA. Ho cercato di distruggere, con tutte le armi che avevo, questa loro mappa mentale. E solo dopo ne ho proposto loro una nuova per sostituirla. Come detto, con un cliente ho ottenuto zero risultati. Con l’altro cliente ho ottenuto risultati grandiosi.
Questo è quello che intendo per “Essere Grinta”. Distruggi qualcosa che puoi distruggere, senza nuocere a nessuno, anzi facendo del bene per te e per gli altri. Nonostante io abbia usato la forza distruttiva, sono rimasto dal “lato luminoso della Forza”.

Avrei potuto avere una reazione scomposta, insultando il cliente che mi aveva “tradito” cercando di portarmi via 2 suoi compagni di corso, o magari lo avrei potuto minacciare o peggio ancora. Questo sarebbe stato agire con Rabbia.

Quello che ti consiglio è di USARE SEMPRE la forza distruttiva che senti scorrere dentro di te.
Quello che ti consiglio è di attaccare i problemi, le idee sbagliate, i comportamenti sbagliati, ecc., ma mai le persone o te stesso.
Quello che ti consiglio è di Essere Grinta, perché è quello che crea i risultati migliori.

Come puoi farlo in modo automatico e con la sicurezza di essere del tutto padrone delle tue energie?

Leggi il resto del post sul gruppo: https://goo.gl/gnfD6M
Da oggi in poi, per evitare duplicati di risposte e commenti, se vuoi leggere tutto cio` che abbiamo da dire sull’argomento “crescita personale”, puoi farlo iscrivendoti al gruppo Facebook ufficiale dell’Universita` Popolare Due Cieli.
Chiedi l’iscrizione al gruppo che trovi a questo link: https://goo.gl/gnfD6M

Vincenzo CESALE

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I 2 TIPI DI ATTACCHI CHE PUOI RICEVERE DA ALTRE PERSONE

I 2 TIPI DI ATTACCHI CHE PUOI RICEVERE DA ALTRE PERSONE

Ci sono 2 tipi di attacchi: quelli delle persone che ti vogliono aiutare, e quelli delle persone che ti vogliono ferire.

Tra le persone che ti vogliono ferire c’è chi ti vuole bene e chi ti vuole male.

Chi ti ferisce e ti vuole bene è per es. tua madre troppo apprensiva che teme che ti allontani da lei e ti inibisce in continuazione: “non sei buono a fare questo e quello, devi fare come ti dico io, quando fai di testa tua combini casini e crei danni”.

Tradotto: “hai bisogno di me, non puoi allontanarti da me altrimenti non combini niente”, con sottinteso: “se TU ti allontani IO sto male, IO mi sento sola, IO mi sento vuota, perde di significato tutta la mia vita”.

Il secondo caso, quello delle persone che ti vogliono male, è per es. quello di qualcuno che è invidioso e ti dice che il successo che stai avendo nel tuo lavoro è arrivato perché ti sei approfittato di altri, e che sei un disonesto approfittatore. E magari lo dice anche ad altre persone e divulga questo messaggio con Whatsapp o con la chat di Facebook.

In entrambi i casi si tratta di persone che ti vogliono ferire. Non di persone che si preoccupano per te. Non di persone che ti vogliono aiutare.

E anche se forse ti sembrerà strano, è relativamente facile usare la forza di chi ti attacca contro di lui. O dirottarla verso altri bersagli, in modo da trasformarla in energia costruttiva che ti aiuta ad ottenere i tuoi risultati. Se sai come fare, lo fai in modo relativamente facile.

A te sembra poco facile? Scrivi qui nei commenti cosa pensi. Oppure se hai un problema in proposito, sentiti libero di contattare me o mia moglie Deborah in privato, se preferisci.

E fin qui abbiamo visto i 2 tipi di attacchi di chi vuole ferirti.
Se invece qualcuno ti attacca per aiutarti, in realtà vuole cercare di farti fare qualcosa, per il tuo bene.

Solo che magari quello che lui pensa che sia per il tuo bene, in realtà non lo è. E anche in questo caso è relativamente facile sviluppare la capacità di ignorarlo e trasformare la sua energia in benzina per la tua grinta.

Ma se è davvero per il tuo bene, e tu in fondo in fondo LO SAI, allora lì iniziano i guai.
Qui diventa più difficile per te accettare l’attacco e affrontare la situazione.

Perché qui i casi sono 2:

PRIMO: tu NON sei pronto per agire come vorrebbe chi ti attacca.

SECONDO: tu saresti anche pronto ad agire, ma il modo in cui vieni spronato a farlo è un attacco bello e buono e non uno sprone.

E perché, in entrambi i casi, è difficile trasformare gli attacchi di chi ti vuole aiutare in energia positiva?
Molto semplicemente: perché tu senti che ti hanno toccato in un punto debole, in un qualcosa che dovresti riuscire a fare ma che NON hai ancora fatto. E PER QUESTO TI SENTI COLPITO E VULNERABILE.

Ti senti “incapace” di fare quello che dovresti, per il semplice fatto che il tuo Istinto ti racconta questa storiella: “SE FOSSI DAVVERO CAPACE LO AVRESTI GIÀ FATTO”. E arriva il panico, che scatena i meccanismi autoprotettivi del tuo Istinto (leggi: INIBIZIONI).

E l’Istinto fa questo creando rabbia, che rivolgi contro te stesso e/o contro gli altri. Ma soprattutto crea rabbia che è difficile trasformare in grinta perché senti che stai lavorando su un nervo scoperto.

Senti di essere indifeso e vedi ogni tua possibile azione costruttiva come un potenziale pericolo alla tua dignità. “Se fallisco di nuovo MI SENTIRÒ ancora più coglione. E gli altri MI VEDRANNO come ancora più coglione”. È un qualcosa che mina alla base la tua intera persona, mina la tua identità.

Cambiare questo è un lavoro di fino. Vuol dire lavorare NON SOLO a livello dello sviluppo delle tue capacità. Vuol dire lavorare a livello della tua identità. È esattamente il tipo di lavoro che descriverò nei prossimi giorni.

Se vuoi cambiare tutto questo;
se vuoi ESSERE Grinta;
se vuoi incanalare l’energia di qualsiasi attacco in azioni che ti portano risultati;
se veramente vuoi tutto questo, io ci sono.
Non sei solo. Io ci sono, noi ci siamo.

Lascia qui sotto i tuoi commenti, oppure, ribadisco: se hai un problema in proposito, sentiti libero di contattare me o mia moglie Deborah in privato.

Usa la Rabbia. Diventa “Grinta”.
Vincenzo Cesale

PS: in queste vacanze di Natale hai una scelta da fare. Quella di staccare tutto e allontanarti dal mondo intero, o quella di continuare a seguirci e di porre le basi per la tua crescita e per un 2016 fantastico.
A te la scelta.
(Noi continueremo a pubblicare, per te. Perché sappiamo che le feste sono il momento migliore che hai per ricaricarti e ricostruirti).

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QUANDO SUBISCI UN ATTACCO INGIUSTO DA PARTE DI QUALCUNO

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QUANDO SUBISCI UN ATTACCO INGIUSTO DA PARTE DI QUALCUNO…

Quando ti fanno un attacco personale, chi ti attacca ti carica di energia negativa, che tu lo voglia o no. Questa energia quasi sempre segue uno di questi 2 percorsi:
1. viene IMMAGAZZINATA NEL CORPO, lì ristagna, e ti lavora dentro. E logora, logora, logora.
2. Viene espulsa fuori e rilanciata CONTRO QUALCUNO. Contro qualche povera vittima.

NEL PRIMO CASO, È RABBIA TRATTENUTA.

Finisce tutta dentro di te. La nascondi dentro, e fai finta che non c’è. A volte fai la meditazione o usi un’altra tecnica per “trasformarla”. Ma raramente la trasformi davvero. Quasi sempre, lavorandola semplicemente la “senti” di meno. Impari ad ignorarla. Ma ti resta dentro.

E che effetti produce?
Questi:
a) Logora il corpo: magari la senti nella pancia o in altre zone.
b) Logora la mente: non sei più lucido, sei preda dei pensieri su quanto è avvenuto e su quanto è ingiusto l’attacco che hai subito, e su cosa vorresti/dovresti fare, e su quanto magari puoi/vuoi davvero farlo… E questo ti impedisce di dedicare tempo ed energie ad essere costruttivo.
c) Logora le emozioni: mescoli le emozioni positive con quelle che derivano dall’attacco subito, e così le inquini e le “rovini”. Anche i bei momenti e le belle emozioni diventano meno belli, meno piacevoli, le annacqui, non te le godi.

NEL SECONDO CASO, È RABBIA BELLICOSA.

Per sfogarti, attacchi le persone, a volte attacchi le cose (x es. sfasci qualcosa). Diventi distruttivo.

E questo tipo di rabbia che effetti produce?
Eccoli:
a) Logora le tue relazioni personali: le persone a te vicine si sentono ferite e smettono di fidarsi di te. Cominciano a vederti come un rompiscatole o un nemico, anziché come uno con sui si può costruire qualcosa.
b) Logora la tua vita: ti fai terra bruciata intorno, hai sempre meno persone con cui costruire delle cose (rapporti, progetti, ecc.).
c) Logora la tua capacità: sempre meno riesci a produrre risultati. La rabbia ti annebbia cuore e cervello. L’incapacità di relazionarti mina la possibilità di far crescere qualsiasi idea o progetto.
d) Logora la tua libertà: non sei più padrone delle tue scelte. La rabbia decide per te.

A volte, tu non te ne accorgi, ma la rabbia viene trasformata in energia sessuale.
Tu la vedi come semplice energia sessuale: in realtà è rabbia che cerca uno sfogo. Ma tu non lo sai, e questo ti fa credere cose false, come per es. che una persona con cui attualmente ti stai relazionando ti attira sessualmente… Ma in realtà non è quella persona. Quella persona è solo una PERSONIFICAZIONE di qualcos’altro. Ma tu non lo sai. E questo ti porta spesso a fare “scelte sbagliate”…

Cosa puoi fare per evitare tutto questo?
Puoi usare l’energia della rabbia, quella che ancora non è rabbia ma lo sta per diventare. È ancora semplice aggressività, e non ha ancora preso la sua strada verso la rabbia.

E le strade che l’Aggressività può prendere sono 2.
PRIMA: si trasforma in rabbia (come descritto sopra).
SECONDA: la trasformi in GRINTA. E la usi per ottenere quello che vuoi.

Ne riparleremo…

http://www.soloattrazionenienteillusione.it/essere-grinta

Usa la Rabbia. Diventa “Grinta”.
Vincenzo Cesale

PS: in queste vacanze di Natale hai una scelta da fare. Quella di staccare tutto e allontanarti dal mondo intero, o quella di continuare a seguirci e di porre le basi per la tua crescita e per un 2016 fantastico.
A te la scelta.
(Noi continueremo a pubblicare, per te. Perché sappiamo che le feste sono il momento migliore che hai per ricaricarti e ricostruirti).

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Studiare a Distanza con profitto

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COME STUDIARE A DISTANZA CON PROFITTO.
E QUALI “ATTIVAZIONI” POSSONO ESSERTI UTILI E PORTARTI VERI RISULTATI.

Se decidi di intraprendere lo studio a distanza delle discipline energetiche, data la grande offerta che trovi sul mercato hai due opzioni: scegliere in base al prezzo, o sceglierti un buon insegnante.

Se scegli in base al livello dell’insegnante, hai l’opportunità di diventare, con il tempo, un bravo operatore, poiché l’insegnante avrà a cuore la tua riuscita.

Se invece decidi di acquistare i metodi come al supermercato, con buone probabilità diventerai solo un “collezionista di attestati”.

In seconda battuta, l’efficacia dello studio a distanza dipende da quanto ti prepari, da quanto pratichi e ti impegni nel completare ciò che l’insegnante non può darti non essendo presente: se ti dedichi seriamente a questo lavoro (che dipende direttamente da te), allora avrai successo.

Diversamente la tua formazione non può che essere scadente e raffazzonata, diventi un fuffarolo, perché prima o poi sicuramente incontrerai qualcuno che quella materia la conosce sul serio, e ti farà fare (meritatamente) la figura da cioccolataio.

Di questo e molto altro parlo in questa intervista, che puoi ascoltare liberamente collegandoti qui:
https://goo.gl/DIYIIc

Il meglio di te e` cio` che puoi dare ORA
Deborah

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PERCHÉ PUOI CREARTI UN LAVORO BEN REMUNERATO COME INSEGNANTE DI QI GONG.

PERCHÉ PUOI CREARTI UN LAVORO BEN REMUNERATO COME INSEGNANTE DI QI GONG.

Marco si iscrive al corso di Qi Gong per diventare insegnante. Cerca una riqualificazione lavorativa (il nome è inventato per rispetto della privacy).

Il giorno della prima lezione, Marco esprime tutta la sua eccitazione e gioia per un futuro che considera importante. E’ uno stato emotivo che si presenta nella maggior parte degli allievi, ma che spesso dura non più di 1 o 2 lezioni.

Durante la prima lezione presento il programma di lavoro che svolgeremo. Gli allievi cercano di conoscersi e di socializzare. Già spicca il fatto che Marco è più attento a socializzare che ad ascoltarmi mentre do le prime spiegazioni. Tra queste, la principale e proprio di non trascurare la pratica e lo studio fin dalla prima lezione, per non rimanere indietro al momento dell’esame.

Marco invece se ne frega altamente. Non ha proprio voglia si studiare, esercitarsi, lavorare. Ma ha tanta voglia di disturbare continuamente gli altri allievi e le lezioni.

Allora, io, caro Marco, ti chiedo: ma perché diavolo sei venuto al corso? Per prendere un attestato e cercare di ottenere tutto senza fatica?

SPERI DAVVERO CHE UN SEMPLICE ATTESTATO TI PERMETTA DI OTTENERE RISULTATI COME INSEGNATE DI QI GONG? E SPERI DAVVERO CHE TE LO PERMETTA NEL LUNGO PERIODO, IN MODO COSTANTE E CONTINUATIVO?

http://www.maestriqigong.it/

I miei richiami non spostano l’attenzione di Marco, che continua con il suo atteggiamento poco interessato. La sua arroganza esplode alla fine del corso, quando NON lo ammetto all’esame. Il motivo e che Marco non ha consegnato la tesina nei tempi stabiliti. Marco dà in escandescenze, “esprime il suo parere” dicendo che lui fa quello che vuole, dopodiché mi manda a quel paese.

Caro Marco, altri allievi che hanno sudato sodo ora sono insegnati, lavorano e guadagnano. Il Qi Gong è una disciplina che offre vantaggi alle persone che nessun altra disciplina riesce ad offrire. E le persone non sono sceme.

Quando aiuti le persone ad ottenere risultati concreti, le persone continuano a lavorare con te. Tornano da te per fare altre cose. E tu continui a essere un professionista rispettato e realizzato.

Vincenzo CESALE

www.duecieli.it

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QUANDO LA RABBIA TI CONSUMA DENTRO

QUANDO LA RABBIA TI CONSUMA DENTRO.

E come puoi invece usarla come la tua PIÙ GRANDE ALLEATA.
C’è la Rabbia… e c’è la Grinta.

A volte la Grinta è una cosa che viene esaltata.
Per es. nei film e nei romanzi.
In questo articolo ho messo la foto di Jeff Bridges nei panni de “Il Grinta”, film dei fratelli Coen.
La Grinta è quell’energia che spesso ti porta ad ottenere risultati nella vita.
Pochi sanno però che è un’energia distruttiva.
E che è la stessa energia che a volte è trasformata semplicemente in Rabbia.

Ho parlato spesso dell’istinto, che è autoprotettivo.

Ora quello che voglio raccontarti è qual è il migliore amico dell’istinto.
È un amico con cui va sempre a braccetto.
È un amico che lo aiuta a mettere in atto i 5 meccanismi di difesa (lotta, fuga, congelamento, seduzione, negazione).
Si chiama Aggressività.
Così come l’istinto di per sé è stato creato per aiutarci, per permetterci di sopravvivere e permettere la conservazione della specie, anche l’aggressività è stata creata da Madre Natura per gli stessi motivi.
L’aggressività è la benzina dell’istinto. È la forza che gli permette di muoverti. L’istinto ti muove usando l’energia dell’aggressività. Energia DISTRUTTIVA.

La cosa buona è che se sei in pericolo perché un tizio vuole prenderti a schiaffi, l’aggressività innesca uno dei 5 meccanismi di difesa.
La cosa che rompe le scatole è invece che, SE NON LA SAI USARE, l’aggressività ti crea 2 problemi:
ti costringe a fare cose che ti allontanano da ciò che vuoi ottenere e che ti danneggiano gravemente;
ti aggredisce dentro e ti crea disturbi e malattie psicosomatiche ti varia natura.
Già Freud si era occupato del problema distinguendo le 2 forze che muovono il mondo:
la forza creativa e costruttiva, la LIBIDO;
la forza aggressiva e distruttiva, la MORTIDO.

L’aggressività è la mortido, ed è distruttiva. Capisci quindi che quando ti lavora dentro, nel corpo e nella mente, ti distrugge. È violenta. È feroce.
Sei aggressivo anche quando ti TRATTIENI. È solo che l’aggressività la mandi contro te stesso, contro il corpo e la mente, e ti autodistruggi.

Sei aggressivo anche, e soprattutto, quando sei così ABITUATO a trattenerti che per te è ormai diventato normale, e NON TE NE RENDI NEANCHE PIÙ CONTO. Ma lentamente i piranha nella pancia ti stanno divorando.

Vabbè, ma fai la ‪#‎meditazioncinagnegnè‬ e passa tutto…
Come no…
La società ci chiede di tenere l’aggressività a bada. Se la scarichi a casaccio, ovviamente, crei comportamenti antisociali. Ma la società cerca di vietarci di utilizzarla anche quando, invece che a casaccio,la usiamo in modo appropriato.

Il PENOSO, FALSO BUONISMO del classico atteggiamento definito “spirituale”, molto in voga, tra l’altro, tra molti operatori di discipline olistiche, ha ancor di più etichettato l’aggressività come “cattiva” e come cosa da tenere a bada.

”Quando hai un problema irradialo di luce”. 
”Quando qualcuno ti tira un cazzotto porgi l’altra guancia”. 
”Quando qualcuno ti insulta sorridigli perché è proprio chi non è capace a sorridere che ha bisogno più di altri del tuo sorriso”. 
Devo continuare?
Il problema del reprimere l’aggressività porta 2 conseguenze:
crei al tuo interno una forza distruttiva che ti disintegra, pezzettino dopo pezzettino;
ti privi di una forza essenziale che ti aiuta a ottenere quello che desideri (se la sai usare).

Il punto 2 ti ha sorpreso?
Sì, l’aggressività può essere tua alleata.
QUESTO È UN ESTRATTO DELL’EBOOK GRATUITO “COME E PERCHÉ FINORA TI SEI SEMPRE SABOTATO”.
Se vuoi scoprire tutto su come l’aggressività lavora su di te; 
se vuoi cominciare a capire come essere tu a lavorare CON LEI E SU DI LEI; 
se vuoi leggere ESEMPI CONCRETI di come l’Aggressività viene trasformata in Grinta anziché in Rabbia; 
se vuoi tutto questo, scarica gratuitamente l’ebook che ho preparato per te.

Clicca qui: http://forms.aweber.com/form/94/457676294.htm
Devi inserire il tuo nome e l’indirizzo mail per riceverlo. Ti consiglio di inserire la tua mail principale perché nei prossimi giorni riceverai qualche altra sorpresina interessante…

Per dovere di cronaca, qualora ancora non ci conoscessi, ti informo che abbiamo massimo rispetto della tua privacy: i tuoi dati NON SARANNO divulgati e puoi cancellarti dalle nostre liste in qualsiasi momento cliccando l’apposito link presente in OGNI nostra comunicazione.
Il meglio di te è quello che puoi dare ORA. 
Deborah.
‪#‎lameditazioncinagnegnènontiserve‬

Vincenzo CESALE

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COS’È L’ISTINTO …

COS’È L’ISTINTO E PERCHÉ (A VOLTE) TI DISTRUGGE?

L’istinto è quella meravigliosa macchina che ti aiuta ad agire nei momenti di pericolo e ti protegge. L’istinto è quella brutta bestia che ti limita, ti inibisce, ti blocca completamente.
Perché, a volte, lavori a livello emotivo e mentale e non funziona?
Perché nonostante tu lavori come un matto, nonostante sudi lacrime e sputi sangue, non fai progressi e non ottieni i risultati che desideri?
Perché… perché… perché…
Perché hai fatto TUTTO quello che serviva TRANNE L’UNICA COSA che davvero funziona.

Tutto puoi fare ma NON SERVIRÀ finché non togli le protezioni che ti impediscono di andare a fondo.
Le protezioni sono quelle che crea l’istinto.
L’istinto è legato alla sopravvivenza, ed è quindi radicato nei crepacci più profondi della tua identità.
È strettamente legato allo spirito, che è l’energia vitale, costruttiva, creativa, “il soffio divino”. L’istinto è il suo opposto: è AUTOPROTEZIONE.

Di per sé non è cattivo: ti salva la vita.

ESEMPIO
Un pazzo ubriaco ti aggredisce. Puoi provare paura, forse. Se sei Mike Tyson magari paura non ne hai, perché sai che lo metti giù con un cazzotto. Se sei come me e arriva un pazzo che vuole prenderti a schiaffi, e sei solo, o sola, senza nessuno che ti può difendere, te la fai sotto.
Ad un certo punto però fai qualcosa. Per forza. Siamo vivi e non possiamo non fare niente. Qualcosa facciamo sempre.
Il tuo istinto autoprotettivo prende il comando e DECIDE LUI, al posto tuo, cosa fare. Spegne letteralmente mente ed emozioni, ed agisce.
O meglio, reagisce.
Ci sono solo 5 tipi di reazioni che può avere.

1. Lotta. Ti ordina di rispondere all’aggressione aggredendo a tua volta il pazzo ubriaco. Vai “CONTRO”.

2. Fuga. Ti ordina di fuggire a gambe legate. Vai “VIA DA”.

3. Congelamento. Ti ordina di immobilizzarti. Abbassi la testa e lo sguardo, curvi le spalle e resti fermo. In questo modo ti mostri piccolo piccolo e innocuo e forse l’aggressore perde la motivazione a colpirti: che senso ha compire qualcuno che non è nient’altro che un inutile pezzo di carne del tutto inerme? Resti “IMMOBILE”.

4. Seduzione. Pieghi il collo di lato in segno di sottomissione e tieni l’atteggiamento del gregario. Implicitamente, inconsapevolmente, fai una promessa: non mi picchiare e sarò tuo, o tua; sono dalla tua parte. Tu sei il capo e io sono il tuo fedele gregario. Sono qui per te, per darti quello che ti serve. Farò ciò che desideri. Vai “VERSO”.

5. Negazione. Resti in attesa negando l’accaduto o l’importanza dell’accaduto. “In fondo lui è solo uno sfigato, cosa vuoi che siano 2 schiaffi? La mia vita non cambia, cosa mi ha tolto? Io sono superiore a queste cose…”. Ti escludi dal mondo e vivi dentro di te. Vai “DENTRO”.

Queste 5 reazioni vengono chiamate “meccanismi di difesa”. Servono a proteggerci.
Tutti noi, TUTTI, abbiamo più volte sperimentato, nel corso della nostra vita, ciascuna di queste reazioni. E fin dai primi anni di vita. Non ci prendiamo in giro: è così.

La cosa importante, in relazione alla VERA CRESCITA, è diventare CONSAPEVOLI che queste reazioni istintive spengono mente ed emozioni.
Nel momento in cui l’aggressore ti vuole prendere a schiaffi, tu forse te la fai sotto (emozione).
Ma c’è un momento in cui agisci, mettendo in atto una di queste 5 reazioni. In quel preciso momento, la paura va a farsi benedire. Anche solo per una frazione di secondo. Se per es. tu scappi (reazione 2), ci sarà un attimo in cui non pensi a niente e non provi nessuna emozione e l’istinto mette in moto le gambe. In quell’attimo hai spento tutto il resto, e RESTA SOLO L’ISTINTO!

La conseguenza di tutto questo?
Che nel momento in cui vuoi fare un salto importante, per passare da una situazione a un’altra, e lavori solo sulle mappe mentali e sulla paura e le altre emozioni… il salto NON LO FAI.
Perché l’istinto è il “decisore”. È colui che decide. Colui che ti fa AGIRE.
E quando ti fa agire, come hai visto, spegne mente e emozioni.
E allora per quale motivo continuare a credere che la ‪#‎meditazioncinagnegnè‬, che lavora solo su mente ed emozioni, è sufficiente a farti svoltare?
Anche se tu hai cambiato le mappe mentali e le emozioni che provi, le hai sostituite con altre nuove e più produttive, quando devi agire l’istinto spegne le tue nuove mappe e le tue nuove emozioni.
In altre parole: se vuoi fare cambiamenti sostanziali, PRIMA DEVI DISTRUGGERE LE PROTEZIONI DELL’ISTINTO.

Questo è un estratto dell’ebook gratuito “Come e perché finora ti sei sempre sabotato”.
Se vuoi scoprire tutto su come l’istinto lavora su di te;
se vuoi cominciare a capire come essere tu a lavorare SU DI LUI;
se vuoi conoscere il miglior amico dell’istinto e sapere come lavorano in coppia; se vuoi tutto questo, scarica gratuitamente l’ebook che ho preparato per te.
Clicca qui: http://forms.aweber.com/form/94/457676294.htm
Devi inserire il tuo nome e l’indirizzo mail per riceverlo. Ti consiglio di inserire la tua mail principale perché nei prossimi giorni riceverai qualche altra sorpresina interessante…
Per dovere di cronaca, qualora ancora non ci conoscessi, ti informo che abbiamo massimo rispetto della tua privacy: i tuoi dati NON SARANNO divulgati e puoi cancellarti dalle nostre liste in qualsiasi momento cliccando l’apposito link presente in OGNI nostra comunicazione.

Il meglio di te è quello che puoi dare ORA.
Deborah.
‪#‎lameditazioncinagnegnènontiserve‬
P.S. : Abbiamo mandato l’invito a scaricare l’ebook ad una lista di persone che sono iscritte alla nostra newsletter. A quanto pare l’omaggio è stato gradito e molte si sono collegate al sito per scaricarlo. Questo in alcuni momenti ha causato un ingolfamento e rallentamento del server su cui è collocato il sito.
Tutto questo x dirti: il sito FUNZIONA.
Ci sono arrivate segnalazioni di persone che credevano che il sito fosse non funzionante. Ma è solo rallentato a causa del traffico.
Se non ti si apre subito la pagina, ATTENDI UN PO’.

Il sito FUNZIONA

http://www.soloattrazionenienteillusione.it/

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COS’È L’ISTINTO …

COS’È L’ISTINTO E PERCHÉ (A VOLTE) TI DISTRUGGE?

L’istinto è quella meravigliosa macchina che ti aiuta ad agire nei momenti di pericolo e ti protegge. L’istinto è quella brutta bestia che ti limita, ti inibisce, ti blocca completamente.
Perché, a volte, lavori a livello emotivo e mentale e non funziona?
Perché nonostante tu lavori come un matto, nonostante sudi lacrime e sputi sangue, non fai progressi e non ottieni i risultati che desideri?
Perché… perché… perché…
Perché hai fatto TUTTO quello che serviva TRANNE L’UNICA COSA che davvero funziona.

Tutto puoi fare ma NON SERVIRÀ finché non togli le protezioni che ti impediscono di andare a fondo.
Le protezioni sono quelle che crea l’istinto.
L’istinto è legato alla sopravvivenza, ed è quindi radicato nei crepacci più profondi della tua identità.
È strettamente legato allo spirito, che è l’energia vitale, costruttiva, creativa, “il soffio divino”. L’istinto è il suo opposto: è AUTOPROTEZIONE.

Di per sé non è cattivo: ti salva la vita.

ESEMPIO
Un pazzo ubriaco ti aggredisce. Puoi provare paura, forse. Se sei Mike Tyson magari paura non ne hai, perché sai che lo metti giù con un cazzotto. Se sei come me e arriva un pazzo che vuole prenderti a schiaffi, e sei solo, o sola, senza nessuno che ti può difendere, te la fai sotto.
Ad un certo punto però fai qualcosa. Per forza. Siamo vivi e non possiamo non fare niente. Qualcosa facciamo sempre.
Il tuo istinto autoprotettivo prende il comando e DECIDE LUI, al posto tuo, cosa fare. Spegne letteralmente mente ed emozioni, ed agisce.
O meglio, reagisce.
Ci sono solo 5 tipi di reazioni che può avere.

1. Lotta. Ti ordina di rispondere all’aggressione aggredendo a tua volta il pazzo ubriaco. Vai “CONTRO”.

2. Fuga. Ti ordina di fuggire a gambe legate. Vai “VIA DA”.

3. Congelamento. Ti ordina di immobilizzarti. Abbassi la testa e lo sguardo, curvi le spalle e resti fermo. In questo modo ti mostri piccolo piccolo e innocuo e forse l’aggressore perde la motivazione a colpirti: che senso ha compire qualcuno che non è nient’altro che un inutile pezzo di carne del tutto inerme? Resti “IMMOBILE”.

4. Seduzione. Pieghi il collo di lato in segno di sottomissione e tieni l’atteggiamento del gregario. Implicitamente, inconsapevolmente, fai una promessa: non mi picchiare e sarò tuo, o tua; sono dalla tua parte. Tu sei il capo e io sono il tuo fedele gregario. Sono qui per te, per darti quello che ti serve. Farò ciò che desideri. Vai “VERSO”.

5. Negazione. Resti in attesa negando l’accaduto o l’importanza dell’accaduto. “In fondo lui è solo uno sfigato, cosa vuoi che siano 2 schiaffi? La mia vita non cambia, cosa mi ha tolto? Io sono superiore a queste cose…”. Ti escludi dal mondo e vivi dentro di te. Vai “DENTRO”.

Queste 5 reazioni vengono chiamate “meccanismi di difesa”. Servono a proteggerci.
Tutti noi, TUTTI, abbiamo più volte sperimentato, nel corso della nostra vita, ciascuna di queste reazioni. E fin dai primi anni di vita. Non ci prendiamo in giro: è così.

La cosa importante, in relazione alla VERA CRESCITA, è diventare CONSAPEVOLI che queste reazioni istintive spengono mente ed emozioni.
Nel momento in cui l’aggressore ti vuole prendere a schiaffi, tu forse te la fai sotto (emozione).
Ma c’è un momento in cui agisci, mettendo in atto una di queste 5 reazioni. In quel preciso momento, la paura va a farsi benedire. Anche solo per una frazione di secondo. Se per es. tu scappi (reazione 2), ci sarà un attimo in cui non pensi a niente e non provi nessuna emozione e l’istinto mette in moto le gambe. In quell’attimo hai spento tutto il resto, e RESTA SOLO L’ISTINTO!

La conseguenza di tutto questo?
Che nel momento in cui vuoi fare un salto importante, per passare da una situazione a un’altra, e lavori solo sulle mappe mentali e sulla paura e le altre emozioni… il salto NON LO FAI.
Perché l’istinto è il “decisore”. È colui che decide. Colui che ti fa AGIRE.
E quando ti fa agire, come hai visto, spegne mente e emozioni.
E allora per quale motivo continuare a credere che la ‪#‎meditazioncinagnegnè‬, che lavora solo su mente ed emozioni, è sufficiente a farti svoltare?
Anche se tu hai cambiato le mappe mentali e le emozioni che provi, le hai sostituite con altre nuove e più produttive, quando devi agire l’istinto spegne le tue nuove mappe e le tue nuove emozioni.
In altre parole: se vuoi fare cambiamenti sostanziali, PRIMA DEVI DISTRUGGERE LE PROTEZIONI DELL’ISTINTO.

Questo è un estratto dell’ebook gratuito “Come e perché finora ti sei sempre sabotato”.
Se vuoi scoprire tutto su come l’istinto lavora su di te;
se vuoi cominciare a capire come essere tu a lavorare SU DI LUI;
se vuoi conoscere il miglior amico dell’istinto e sapere come lavorano in coppia; se vuoi tutto questo, scarica gratuitamente l’ebook che ho preparato per te.
Clicca qui: http://forms.aweber.com/form/94/457676294.htm
Devi inserire il tuo nome e l’indirizzo mail per riceverlo. Ti consiglio di inserire la tua mail principale perché nei prossimi giorni riceverai qualche altra sorpresina interessante…
Per dovere di cronaca, qualora ancora non ci conoscessi, ti informo che abbiamo massimo rispetto della tua privacy: i tuoi dati NON SARANNO divulgati e puoi cancellarti dalle nostre liste in qualsiasi momento cliccando l’apposito link presente in OGNI nostra comunicazione.

Il meglio di te è quello che puoi dare ORA.
Deborah.
‪#‎lameditazioncinagnegnènontiserve‬
P.S. : Abbiamo mandato l’invito a scaricare l’ebook ad una lista di persone che sono iscritte alla nostra newsletter. A quanto pare l’omaggio è stato gradito e molte si sono collegate al sito per scaricarlo. Questo in alcuni momenti ha causato un ingolfamento e rallentamento del server su cui è collocato il sito.
Tutto questo x dirti: il sito FUNZIONA.
Ci sono arrivate segnalazioni di persone che credevano che il sito fosse non funzionante. Ma è solo rallentato a causa del traffico.
Se non ti si apre subito la pagina, ATTENDI UN PO’.

Il sito FUNZIONA

http://www.soloattrazionenienteillusione.it/

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CRESCITA PERSONALE

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SCELTA O PASSIVITA’

SCELTA O PASSIVITA’

Alla fine della cerimonia in cui sono stato attivato al primo livello di reiki, la nostra master Shamal ha regalato ai nuovi attivati un piccolo cadeau: una poesia (i termini invocazione e preghiera non mi piacciono molto) nella quale uno dei versi recita “Oggi scelgo di scegliere”. Dal punto di vista razionale e’ semplice da comprendere: e’ l’impegno di essere protagonisti della propria vista e non spettatori esterni che recitano un ruolo non scelto.

Il verso di questa poesia mi e’ balzato in mente senza alcun preavviso questa mattina appena svegliato. Mi ha aiutato a realizzare che una parte dei problemi che ho e che devo risolvere durante la giornata (sia di livello professionale che personale) hanno come radice comune proprio il fatto che penso che gli altri siano la fonte del problema e che quindi tocchi a loro a risolverlo. E a quel punto alzo le mani all’altezza delle spalle per indicare che da questo momento in poi questo problema non e’ più mio.
Non e’ più mio??!! Ma se se ne sta li’ come una sanguisuga a vivere ed alimentarsi della mia energia, del mio tempo (che mi fa perdere) e della mia insoddisfazione… E’ come dire che se il medico non mi sa curare non e’ un problema mio, ma suo che non conosce la cura: ma se sono io quello che sta male!! Questo accade perché passiamo la vita a cercare un nemico a cui affibbiare la responsabilità delle nostre limitazioni, invece di guardarci intorno (e soprattutto dentro) per cercare gli strumenti per eliminare ciò che e’ inutile (e che ci e’ stato messo addosso dall’esterno).
Certo, questo atteggiamento ci porta ad assumerci le nostre responsabilità poiché ci toglie tutti gli alibi che ci creiamo (o che vengono creati dal nostro ego), ci toglie le sicurezze a cui ci siamo aggrappati, ci scrolla dal torpore nel quale sopravviviamo e mette in discussione tutto ciò che ci e’ stato insegnato sin da quando eravamo bambini. Ma la sensazione di avere la vita nelle proprie mani e’ molto diversa da quella che si ha “succhiando la vita dagli angoli” (cit: “Cado giù” di  Samuele Bersani) .
Scelta o passività: la sottile linea rossa che separa la VITA dalla sussistenza

Claudio CAVALLERO

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KYUDO F.S.K.

KYUDO F.S.K.

L’anima del kyudoFederazione Scuole Kyudo “In questa specializzazione tradizionale del bujutsu, i maestri consideravano di fondamentale importanza le qualità seguenti: indipendenza di visione, che abbracciasse un campo il più vasto possibile; un’acuta percezione dei dettagli significativi, senza dispersione dell’attenzione dovuta alla paura o alla confusione; l’energia per piegare l’enorme arco, per controllare il lancio della freccia, e la sua traiettoria verso il bersaglio.

Per quanto riguarda i primi due requisiti, la dottrina del kyujutsu operava una netta distinzione tra l’idea di mirare ad un bersaglio (monomi), e quella di concentrare e stabilizzare la mira (mikomi); nel lessico di quest’arte, ‘concentrare’ e ‘stabilizzare’ erano generali e diffusi, mentre ‘mirare’ era specifico.
L’arciere doveva essere in grado di ampliare e di restringere il suo campo di visione, e la sua attenzione, a volontà, per essere conscio del suo ambiente complessivo e per controllarlo. Nello stesso tempo, egli doveva essere in grado di percepire un’ombra particolare in agguato nelle sue vicinanze, o anche una piccolissima falla nell’armatura di un nemico lanciato al galoppo sul campo di battaglia, verso le sue linee.

In questo contesto, l’arte dell’arco si avvaleva di dottrine relative al controllo mentale, che erano già antiche quando avevano raggiunto il Giappone dall’India, insieme ai primi manuali del buddismo. Il Giapponese, per esempio, conosceva a memoria la storia dell’arciere Arjuna. (…)

Per sviluppare questa capacità di vedere chiaramente il tutto e tutte le sue parti, il kyujutsu ricorreva abbondantemente al HARAGEI, ‘quest’arte del ventre che è presente in tutte le arti del Giappone, e la cui padronanza è una conditio sine qua non in ognuna di esse’. ” (…)

Tutti gli insegnanti del kyudo sottolineano quest’idea della centralizzazione addominale, quale requisito fondamentale per estendere il corpo in piena coordinazione tra intenzione ed azione, tra volontà e respirazione, e tra questi ed ogni movimento, dal tendere l’arco e dal lancio della freccia alla proiezione mentale, che deve accompagnare la freccia stessa al bersaglio. Così la coordinazione fisica e mentale dell’arte dell’arco, oggi come ieri, ritorna al Haragei, l’arte della centralizzazione addominale, senza la quale, in Giappone, la coordinazione è considerata inconcepibile ed irraggiungibile in pratica. ”
( fonte: ‘ I segreti del samurai’, di O.Ratti e A.Westbrook, ed. Mediterranee, traduzione de ‘ The Secrets of The Samurai’, 1973. Pagg. 411-412
” Nel kyudo utilizziamo il ki modulandolo in forma tecnica. Quando si dice, a proposito di un maestro, ‘quali che siano i suoi gesti, costituiscono una tecnica perfetta’, è appunto perchè egli è capace di seguire il ki in un modo non formale, ma profondamente tecnico.
Ha così bene integrato la tecnica, che i suoi gesti sono conformi al principio soggiacente alle tecniche stesse, nel senso lato del kata. E’ quello che si chiama superare la forma, imparando la forma’: superare il kata, penetrando profondamente nel kata.

Il kata mostra un modello tecnico di combattimento, elaborato fino ad una forma di perfezione, che è un invito ad arrampicarsi sulla vetta, ed una guida per arrivarvi. Il kata si basa dunque su un sistema in cui il sapere è situato in alto, e gli adepti cercano di salirvi. La forma tecnica è un mezzo per l’ascensione, poichè non è lo scopo in sè. Lo scopo del kata è quello di superare il kata. ” L’anima del kyudo – Federazione Scuole Kyudo
( fonte: ‘ Il ki e il senso del combattimento’, di K.Tokitsu, ed. Luni, 2000) Joomla SEF URLs by Artio.

La F.S.K., FEDERAZIONE SCUOLE KYUDO,
è un’associazione a carattere internazionale, aperta a tutti coloro che pratichino il kyudo, l’arte dell’arco giapponese.
FSK attualmente è l’unica federazione italiana dedita al kyudo,
CON ESAMI RICONOSCIUTI DAL C.O.N.I.
I gradi conseguiti permettono di esercitare ufficialmente la disciplina all’interno
delle strutture sportive.

Le nostre finalità escludono completamente qualsiasi aspetto di tipo competitivo od agonistico, ma prediligono bensì i lati educativied etici della pratica.
Non perseguiamo finalità religiose.
Le pratiche non sono solo a carattere meditativo, ma viene data importanza anche all’atto del tiro al bersaglio, funzione per cui è nato l’arco.
Possono aderire Associazioni di qualsiasi genere, purchè in linea con le finalità del nostro Statuto, senza limitazioni sugli stili praticati.
Federazione Scuole Kyudo
Sede Legale e Operativa: Via Plava,37 – 10093 Collegno (Torino)
e-mail: vincenzo.cesale@gmail.com
Fermata metropolitana Paradiso
Stazione ferroviaria di Grugliasco

Vincenzo CESALE

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RACCONTI DELL’ANTICO GIAPPONE

In questo post trattiamo il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco).

RACCONTI DELL’ANTICO GIAPPONE

La vendetta dei fratelli Soga
Sukenari (Juro) e Tokimune(Goro) ebbero il loro padre assassinato dal cugino Suketsune. Ancora ragazzi, i due fratelli giurarono a se stessi di vendicare la morte del padre. L’assassino che era in ottimi rapporti con Minamoto no Yoritomo, cercò di far uccidere i due fratelli, ma senza riuscirci. 
Tokimune ancora sedicenne, fuggi dal monastero che l’ospitava e si riunì al fratello per portare a compimento la kataki uchi.

Nel maggio del 1193, i due fratelli Soga riuscirono a penetrare nell’accampamento dello Shogun (impegnato alla caccia al cinghiale), ma non trovarono Suketsune nella sua tenda. Tuttavia uno dei servi indicò loro il luogo dove questi si trovava. I fratelli lo uccisero ed ingaggiarono un combattimento con le guardie subito accorse. Sukenari fu ucciso in combattimento, mentre Tokimune fu catturato. Lo Shogun, ammirando  l’audacia di Goro, voleva graziarlo, ma il figlio dell’ucciso intervenendo, reclamò vendetta. Tokimune fu giustiziato con il taglo della testa. Così gli fu tolta la possibilità di completare la vendetta, come le consuetudini imponevano: portare cioè sulla tomba del padre la testa del suo assassino.

P.S. La vendetta dei fratelli Soga (morti a 21 e 19 anni) venne esaltata dal Kabuki, dalla poesia e dal romanzo popolare.

Vincenzo CESALE

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IL TAOISMO – 3

In questo post trattiamo il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco), nella scuola di Qi Gong.

Vincenzo CESALE

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IL TAOISMO 3

Nella nostra seconda storia la reciproca conpenetrazione dell’oggetto e del soggetto, dell’io e del non io, è più chiara perchè è diretta: chi è l’oggetto, chi è il soggetto, chiede il Vecchio Saggio, Chuang o la farfalla? Queste due storie, nondimeno, ci consegnano esattamente il medesimo messaggio.

Chuang-tsu, cap. 2:
“Un giorno sognai d’essere una farfalla che svolazzava qua e là. Godevo della mia libertà di farfalla, senza sapere che ero Chuang. A un tratto mi svegliai e mi meravigliai d’essere di nuovo me stesso. Ma come posso sapere se ero un uomo  che sognava d’essere una farfalla o se sono una farfalla che sogna d’essere un uomo?”
In fondo, è relativamente poco sorprendente mettere sullo stesso piano la veglia e il sogno: noi stessi, da un punto di vista simbolico, accordiamo quasi le stesso credito a quel che viviamo durante il giorno e nei nostri sogni. Ma i taoisti vanno ancora più lontano, e questa identità degli stati essi l’osservano finanche nel limite indistinto che corre fra la vita e la morte.
I taoisti in effetti vedono il passaggio della vita alla morte allo stesso modo del passaggio dal sogno alla veglia, quindi perchè inquietarsi?
La vita stessa non è forse un sogno?
Chi lo sà?
Chuang-tsu racconta che alcuni esseri, risvegliati da un piacevole sogno, si rattristano; altri liberati con il risveglio da un sogno triste, si rallegrano. Gli uni e gli altri, mentre sognano, credevano alla realtà del loro sogno. Ora, dopo il risveglio, si dicono che era solo un sogno vano.

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ANALISI SULL’ ES, IO, SUPER IO

Analisi legata all’evoluzione nella pratica delle arti giapponesi e cinesi di cui noi pratichiamo: Iaijutsu, Kyudo, Qi Gong, nella scuola Duecieli

ANALISI SULL’ ES, IO, SUPER IO

Secondo la psicoanalisi, la struttura psichica dell’uomo è organizzata in tre unità: Es, io e super io.
L’Es riguarda la produzione di energia istintuale, la quale crea un bisogno dell’organismo che dev’essere soddisfatto. L’Io controlla l’espressione di tale energia istintuale regolandola in base alle possibilità che ha l’organismo di soddisfare il bisogno. Il Super io infine, intensifica o diminuisce l’energia istintuale in base a modelli di comportamento esterni, più spesso derivati dal legame parentale.


Vincenzo CESALE

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QI GONG “il corpo e la mente”

Questo è un pensiero, che vorrei condividere con tutti i praticanti, gli insegnanti, maestri Qi Gong e appassionati, della nostra scuola, duecieli.

QI GONG “il corpo e la mente”

LA SCUOLA DELLE QUATTRO DIREZIONI

Il CORPO leggero, la MENTE serena, il RESPIRO profondo, l’ESSERE libero.
Determina con lo Spirito,ricevi con la Mente,dai con le Emozioni,trattieni con il Corpo
Queste quattro direzioni racchiudono l’essenza dell’essere, che qualcuno chiama anche anima, quello che noi, siamo, rappresentiamo, e in quanto agiamo.Siamo alla ricerca di un equilibrio sempre maggiore, di una serenità che a volte manca in noi e intorno a noi; attraverso lenti esercizi fisici e un grande lavoro sulla respirazione, si può trovare benessere psicofisico ed una maggiore serenità.

Vincenzo Cesale

Apri la tua stanza del tesoro
Daiju fece visita al maestro Baso in Cina. Baso domandò: “Che cosa cerchi?”.
“L’Illuminazione” rispose Daiju.
“Tu hai la tua stanza del tesoro. Perchè vai in giro a cercare?” domandò Baso.
Daiju domandò: “dov’è la mia stanza del tesoro?”.
Baso rispose: “Quello che stai domandando è la tua stanza del tesoro”.
Daiju fu illuminato! Da quel momento, esortava sempre i suoi amici: Aprite la vostra stanza del tesoro e usate quei tesori.

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HOKUSAI

In questo post trattiamo il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco), nel Qi Gong della “Scuola Delle Quattro Direzioni” di Duecieli.

Vincenzo CESALE

 HOKUSAI

Katsushika Hokusai (1760-1849)

Uno degli artisti orientali più celebrati al mondo la cui opera di pittura, incisione, stampa e illustrazione è sterminata e ha sviluppi molto complessi, circa trentamila i titoli dei suoi lavori, fu uno dei massimi maestri dell’Ukiyo-e, la forma artistica che rappresenta il mondo nella sua quotidianità, il mondo dell’impermanenza buddhista, che cambia e che fluttua. Egli non ne fu il creatore, ma un innovatore senza pari, le tradizioni, le leggende e le consuetudini del popolo Giapponese da cui traeva ispirazione, ci vengono proposte da un punto di vista raffinato, originale e acuto, che va ben al di là degli angusti limiti della morale del tempo.

Le intuizioni di questo artista hanno mutato profondamente la maniera pittorica sia d’Oriente che d’Occidente, la libertà di linee curve, già caratteristiche del suo stile, andò trasformandosi gradualmente in movimenti a spirale, un tocco inconfondibile di grazia e di leggerezza che arriva alle vette delle ultime serie paesaggistiche e del celeberrimo tema dell’onda.
La sua arte, entusiasticamente collezionata nell’Europa del XIX secolo, in particolare in Francia, influenzò dapprima Impressionismo e Liberty, penetrò di prepotenza nel tracciato stesso del disegno e pose le basi per quelle rivoluzioni della rapresentazione del reale che saranno il Cubismo e l’Astrattismo.

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“IL CONGRESSO D’ARTI MARZIALI FRA GATTI”

Un racconto di un praticante di Iaijutsu del dojo Niten Ichi Ryu di Collegno

Vincenzo CESALE

“IL CONGRESSO D’ARTI MARZIALI FRA GATTI”

Questo è il titolo della storia che mi accingo a narrarvi:
Duecento anni fa in Giappone, prima dell’epoca Meiji, un Maestro di kendo, di nome Shoken, era infastidito dalla presenza di un grosso topo nella sua casa.Tutte le notti, un grosso topo, penetrava nella casa del Maestro, impedendogli di dormire.

Era costretto a riposare durante il giorno.Andò allora da un amico che allevava gatti:«Prestami» gli chiese «il più forte dei tuoi gatti».L’altro gli diede un gatto dei tetti, molto rapido e abilissimo nel catturare i topi; le sue unghie erano forti, i suoi denti potenti! Ma quando entrò nell’alloggio, il topo lo affrontò e lo vinse, mettendolo in fuga. Era un topo davvero misterioso.Il Maestro chiese allora in prestito un secondo gatto, di color fulvo, dorato di un KI (Chi-“legge Ci”-Energia vitale) potentissimo e di un forte spirito combattivo. Entrò nella casa del Maestro e combattè, ma il topo ebbe la meglio e il gatto fuggì!
Stessa sorte ebbe un terzo gatto, di colore bianco e nero, e allora il Maestro Shoken se ne procurò un quarto, nero, vecchio, intelligentissimo, ma meno forte degli altri, e se lo portò a casa. Quando il topo lo vide, incominciò ad avvicinarsi per aggredirlo. Il gatto si sedette, calmissimo, e restò immobile. Il topo allora rimase perplesso, dubbioso. Si avvicinò ancora, e repentinamente il gatto lo ghermì e lo uccise.

Shoken andò allora a consultare il suo amico e gli disse: «Ho spesso inseguito questo topo con la mia spada di legno, ma ogni volta è stato lui a graffiarmi. Come ha potuto questo vecchio gatto nero vincerlo?». L’amico gli rispose: «Bisogna indire una riunione e interrogare i gatti. Sarete voi a porre le domande, visto che siete un Maestro di Kendo. I gatti sono esperti in Arti Marziali».

Vi fu quindi un’assemblea di gatti presieduta da quello nero, che era il più anziano. Il gatto dei tetti disse:«Io sono il più forte». Quello nero allora gli chiese:«Perchè dunque non hai vinto?».«Sono il più forte» rispose « e possiedo molte tecniche per catturare i topi, i miei artigli sono micidiali e i miei salti potenti, ma quel topo non era come gli altri». Il gatto nero dichiarò:« La tua forza e la tua tecnica non potevano battere quel topo, anche anche se i tuoi poteri e il tuo WAZA (tecnica superiore appresa dal Maestro) sono molto forti». Allora parlò il gatto tigrato:« Anch’io sono molto forte, alleno incessantemente il mio KI e la mia respirazione attraverso ZAZEN (postura seduta di risveglio), e mi nutro solo di verdure e zuppa di riso.Perchè dunque non ho potuto vincere quel topo?».Il vecchio gatto nero rispose:«La tua attività e il tuo KI sono forti, ma quel topo era al di là del KI. Se rimani attaccato al tuo KI, esso diventa una forza vuota. Se il tuo KI è troppo intenso, troppo repentino, sei sopraffatto dalla passione. Si potrebbe dire, ad esempio che la tua attività è paragonabbile all’acqua che esce da una fontanella, mentre quella del topo è come un getto possente. Ecco perchè la forza del topo è superiore alla tua. La tua attività, pur essendo forte, è debole, poichè hai un eccessiva fiducia in te stesso». Fu quindi il turno del gatto bianco e nero: non era particolarmente forte, ma intelligente. Aveva raggiunto il SATORI (risveglio). Aveva sperimentato tutti i WAZA e praticava ZAZEN, ma non era MUSHOTOKU, ossia senza scopo nè profitto, così aveva dovuto soccombere a sua volta.Il gatto nero gli disse:«Sei molto intelligente e forte, ma non hai potuto battere quel topo perchè tu avevi uno scopo, e la sua intuizione era più profonda della tua. Quando sei entrato, lui ha capito la tua condizione mentale, per questo non hai potuto vincerlo. Non hai saputo armonizare tra loro la tua forza, la tua tecnica e la tua coscienza, che sono rimaste separate anzichè unificarsi. Io, invece, in un solo istante, ho fuso queste tre facoltà inconsciamente, naturalmente, e ho potuto uccidere il topo. Ma qui vicino, nel villaggio accanto, conosco un gatto più forte di me. E’ molto vecchio e il suo pelo è grigio. L’ho incontrato, e non sembra affatto forte! Dorme tutto il giorno, non mangia nè carne ne pesce, ma solamente zuppa di riso . . . qualche volta beve un po di Sake. Non ha mai preso un topo: tutti lo temono e non osano avvicinarsi a lui. Un giorno è entrato in una casa piena di topi. Tutti sono fuggiti via terrorizzati. Avrebbe potuto cacciarli anche dormendo. Questo gatto grigio è veramente molto misterioso. Tu devi diventare come lui, essere al di là di te stesso, di tutto.»

Claudio

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CORSO DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

CORSO DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

Impara a respirare con il corso online della scuola DueCieli, per trovare il tuo equilibrio nella mente e del corpo.
Cerca su: La ruota di medicina

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QI GONG E NATURA

QI GONG E NATURA

L’essenza dell’equilibrio tra l’uomo e la natura, dove la forza del mare incontra la forza dello spirito, attraverso il Qi Gong ,  scuola “Le Quattro direzioni“, Libera Università Popolare Due Cieli

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
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qi gong-Duecieli

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Qi Gong

Qi Gong

Ginnastica cinese di lunga vita scuola “Le Quattro Direzioni”
Libera Università Popolare Due Cieli

Vincenzo CESALE
セサレ – ビ ン チェン ゾ

Lezioni del
Martedì ore 18,30-19,45
Giovedì ore 10,00-11,00

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Qi Gong Stella2

Qi Gong scuola “Le  Quattro Direzioni

Un pensiero sul Qi Gong di una praticante della scuola Duecieli; dalla teoria alla pratica per un fisico e una mente sempre giovane e attiva.

Vincenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
personaltrainer-fitness.blogspot.it

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