SHODO 30 aprile 2017

SHODO 30 aprile 2017

Si è svolto il seminario di SHODO nel dojo Niten Ichi Ryu nella scuola Due Cieli, condotto da
Vinenzo CESALE
チェサレ – ヴィンチェ ンゾ
https://personaltrainer-fitness.blogspot.it

#determinazioneartigiapponesi

Shodo Due Cieli

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LA TECNICA IJIDOZUHO 2

In questo post trattiamo la seconda parte di una tecnica molto diffusa nell’era medioevale e risorgimentale giapponese, il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco).

 Vincenzo CESALE

www.duecieli.it

LA TECNICA IJIDOZUHO 2

Del lavoro del maestro non è apprezzato solamente l’utilizzo della tecnica appena esposta , ma pure la qualità eccellente del disegno. La rappresentazione del sollevarsi delle onde è superba ed è evidente che la scelta di realizzare i tengu che salvano Tametomo in grigio chiaro serve ad enfatizzare abilmente la loro essenza svrannaturale. Inoltre è stato fatto notare come le scaglie dello scualo sianostate disegnate utilizzando come riferimento l’illustrazione presente in un libro olandese introdotto all’epoca in Giappone. E’ ritenuta una delle opere in cui Kumiyoshi ha riservato al meglio le sue capacità e ancora oggi gode di grande popolarità.

La tecnica ijidozuho era impiegata solamente nelle xilografie che riguardavano drammi Kabuki e libri ben conosciuti. Poichè vi era una storia, sorgeva la necessità di porre attenzione all’ordine della narrazione o, in altre parole, allo scorrere del tempo. Le tecniche create per gli emaki hanno continuato a vivere nell’ukio-e e la loro tradizione è giunta fino a noi.

Le tecniche degli emaki sviluppate a partire dal Periodo Heian hanno influenzato la pittura popolare dell’ukiyo-e. sebbene la forma sia differente, possiamo pensare che il metodo di rappresentazione in sequenza continua la narrazione sia stato applicato alle stampe proprio perchè la cultura degli emaki è penetrata in profondità nella mente dei giapponesi.

E’ importante, per comprendere come nel Periodo Edo il ceto popolare sia stato in grado di ottenere una forza tale da poter creare una propria cultura, considerare il fatto che rotoli i quali erano originariamente realizzati su ordini di imperatori, nobili e grandi capi militari, ovvero da i personaggi più influenti, erano a quell’epoca invece prodotti dalla gente comune.

Si afferma frequentemente che gli emaki sono all’origine della moderna animazione, tuttavia essi non sono ricomparsi all’improvviso dal nulla. Non bisogna dimenticare, come ho appena scritto, l’esistenza di un processo di prolungata infiltrazione dei rotoli nella cultura popolare del Periodo Edo.

Akane Fujisawa

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LA TECNICA IJIDOZUHO 1

In questo post trattiamo la prima parte di una tecnica molto diffusa nell’era medioevale e risorgimentale giapponese, il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco).

Vincenzo CESALE

www.duecieli.it

LA TECNICA IJIDOZUHO 1

L’ijidozuho è un metodo frequentemente impiegato negli emaki che permette di esprimere lo scorrere del tempo in un’unica immagine. E’ stato introdotto anche nell’ukiyo-e e coloro che osservano il disegno seguendo un ordine preciso all’interno di uno spazio limitato sono in grado di divertirsi con la narrazione.

Nel caso del Kabuki tanto apprezzato dai cittadini di Edo, le opere che godevano di maggior interesse erano rappresentate ripetutamente e molte persone ne conoscevano la trama, perciò quando si realizzavano delle stampe di opere teatrali famose accadeva di disegnare un solo foglio il passare del tempo sulla base della cronologia degli eventi del dramma.

Inoltre se si produceva una stampa da un romanzo allora molto noto, era usato il medesimo sistema. L’opera di Utagawa Kuniyoshi (1797-1861) “Sanukiin kenzoku o shite Tametomo o suki zu”(Disegno dell’imperatore Sutoku che manda i tengu a salvare Tametomo),
utilizza, infatti, la tecnica ijidozuho. E’ basata sul romanzo scritto del periodo Edo “Chinsetsu yumiharizuki” (Storia meravigliosa della luna tesa ad arco, 1806-1810) che ha come prottagonista il guerriero realmente esistito Minamoto no Tametomo (1139-1170) e descrive la scena in cui Tametomo e la sua famiglia a bordo di una nave incontrano un violento tifone.

Nel testo originale gli eventi si svolgono nel seguente ordine:

(1) A provocare il tifone è il dio drago e per placare la sua ira la moglie di Tametomo, Shiranui-hime, si offre in sacificio gettandosi in acqua.

(2) ciononostante il tifone non cessa e Tametomo viene salvato dai tengu, esseri sovrannaturali dal corpo antropomorfo ma dotati di ali, inviati dallo spirito del defunto imperatore Sutoku (1119-1164) che parteggia per lui.

(3) Il figlio dell’eroe, Sutemaru, finisce per cadere tra i flutti. E’ salvato da uno squalo posseduto da un’anima di uno dei seguaci del condottiero.

Si comprende che Kuniyoshi è stato fedele al testo. L’opera è stata realizzata in modo che lo scuardo si concentri su tre punti, cioè sullo squalo disegnato dinamicamente al centro, sulla figura di Shiranui-hime in basso a destra e su Tametomo salvato dai tengu in basso a sinistra. Similmente agli emaki, nel caso che anche negli ukiyo-e si realizzi una sequenza temporale, la storia procede da destra serso sinistra. In pratica, spostando gli occhi su Shiranui-hime, su Tametomo alla sua sinistra e poi sullo squalo in alto ci si conforma allo viluppo cronologico degli eventi del romanzo.(…)continua

Akane Fujisawa

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DEGLI EMAKI E GLTECNICHEI UKIYO-E 2

In questo post trattiamo il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco).

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TECNICHE DEGLI EMAKI E GLI UKIYO-E  2

Gli emaki con il loro susseguirsi di illustrazioni sono ritenuti all’origine dello moderna animazione giapponese (12 seiki no animeshon(L’animazione del XII secolo), Takahata Isao, Tokuma Shoten, Tokyo, 1999 e seguenti).

Senza dubbio vi sono numerosi punti in comune tra gli anime (disegni animati), composti per l’appunto di sisegni in movimento, e gli emaki.
Persino negli ukiyo-e, i quali consistono di un solo foglio, è possibile osservare l’utilizzo delle tecniche dei rotoli (Ukiyo-e no shubo. Anime manga e no keisho(Le tecniche dell’ukiyo-e. La loro eredità in anime e manga), Fujisawa Akane, in Gyros n. 10, Bensei Shuppan, Tokyo, 2004).

Vincenzo CESALE

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GLI EMAKI DEL PERIODO EDO 1

In questo post trattiamo la prima parte di una tecnica molto diffusa nell’era medioevale e risorgimentale giapponese, il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco).

www.duecieli.it

GLI EMAKI DEL PERIODO EDO 1

Lo sviluppo dell’ ukiyo-e è strettamente legato agli emaki del periodo Edo. Estimatori di quest’ultimi si diffusero anche tra i cittadini.

Fu Hishikawa Morunobu (?-1694) a realizzare un gran numero di rotoli. Come maestro pittore gli si riconoscono grandi meriti nel processo di perfezionamento dell’incisione ukiyo-e e ci ha lasciato parecchi disegni di suo pugno (tra cui si annoverano gli emaki). La particolarità dei rotoli di Morunobu consiste nel prendere frequentemente a modello la popolazione della città di Edo. Spesso, come ci si può aspettere da un maestro di ukiyo-e, ha disegnato scene tratte dalle rappresentazioni Kabuki, uno dei divertimenti più rappresentativi e diffusi, e immagini dei quartieri di piacere di Yoshiwara. Gli attori sul palco e gli spettatori sono riprodotti in maniera assai vivida.

Vincenzo CESALE

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SHODO PRATICA

Una domenica mattina serena e piacevole, vedere dei giovani e giovanissimi praticare un’arte giapponese così antica fa riflettere e avere speranza per il futuro, così, io, non in tenera età, mi sento stimolato nella loro freschezza.

Un saluto a tutti i partecipanti ed arrivederci al prossimo incontro.

Vincenzo Cesale

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HOKUSAI

In questo post trattiamo il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco), nel Qi Gong della “Scuola Delle Quattro Direzioni” di Duecieli.

Vincenzo CESALE

 HOKUSAI

Katsushika Hokusai (1760-1849)

Uno degli artisti orientali più celebrati al mondo la cui opera di pittura, incisione, stampa e illustrazione è sterminata e ha sviluppi molto complessi, circa trentamila i titoli dei suoi lavori, fu uno dei massimi maestri dell’Ukiyo-e, la forma artistica che rappresenta il mondo nella sua quotidianità, il mondo dell’impermanenza buddhista, che cambia e che fluttua. Egli non ne fu il creatore, ma un innovatore senza pari, le tradizioni, le leggende e le consuetudini del popolo Giapponese da cui traeva ispirazione, ci vengono proposte da un punto di vista raffinato, originale e acuto, che va ben al di là degli angusti limiti della morale del tempo.

Le intuizioni di questo artista hanno mutato profondamente la maniera pittorica sia d’Oriente che d’Occidente, la libertà di linee curve, già caratteristiche del suo stile, andò trasformandosi gradualmente in movimenti a spirale, un tocco inconfondibile di grazia e di leggerezza che arriva alle vette delle ultime serie paesaggistiche e del celeberrimo tema dell’onda.
La sua arte, entusiasticamente collezionata nell’Europa del XIX secolo, in particolare in Francia, influenzò dapprima Impressionismo e Liberty, penetrò di prepotenza nel tracciato stesso del disegno e pose le basi per quelle rivoluzioni della rapresentazione del reale che saranno il Cubismo e l’Astrattismo.

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MASSIMA NEL KYUDO

Incocco la freccia, faccio kai:
lo sento con la coscienza
(Questo descrive la tecnica)

Nel momento dello sgancio
nessuna intenzione, nessun pensiero
(Questo descrive lo spirito)

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Shodo pratica

Shodo pratica

Una domenica di pratica di Shodo condotta da M° Vincenzo CESALE  チェサレ – ヴィンチェ ンゾ nel dojo Niten Ichi Ryu e della scuola Duecieli di Collegno (TO)

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