LA CONSAPEVOLEZZA DELLA CONTINUITA'Ukiyo-e 2-Duecieli

LA CONSAPEVOLEZZA DELLA CONTINUITA’ Ukiyo-e 2

In questo post trattiamo la seconda parte di una abitudine molto diffusa nell’era medioevale e risorgimentale giapponese, il significato culturale, storico e filosofico del lavoro di ricerca che svolgiamo nel dojo NITEN ICHI RYU di spada, e nel dojo HAYATE di Kyudo (tiro con l’arco).

 Vincenzo CESALE

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LA CONSAPEVOLEZZA DELLA CONTINUITA’ Ukiyo-e 2

Nel caso si partisse dalla città di Edo, era prassi comune percorrere le strade del Tokaido o del Kisokaido attrezzate per ogni esigenza dei viaggiatori. Lì vi erano dei luoghi di sosta dove si poteva facilmente riposare e fermarsi per la notte.

Le serie di ukiyo-e che descrivevano il paesaggio di ciascuno di queste stazioni furono estremamente apprezzate dal pubblico. Tra le opere maggiormente rappresentate troviamo quella del “Tokaido gojusantsugi” (Le cinquantatré stazioni del Tokaido) di Utagawa Hiroshige 1797-1858 composta, dal momento che include anche il punto di partenza di Nihonbashi e il punto di arrivo di Kyoto, di cunquantacinque immagini ciascuna realizzata in maniera davvero ingegnosa. Allineando l’intera serie si aveva l’impressione di essere in viaggio. Erano pochi coloro che potevano acquistare tutte le cinquantacinque immagini, ma non era forse parte del divertimento raccogliere le stampe preferite e comporre un proprio percorso personalizzato?

Ugualmente agli emaki che esprimevano il trascorrere del tempo e il movimento spaziale, anche tramite l’ukiyo-e era possibile creare un mondo e uno spazio all’interno del quale l’osservatore si divertiva ampliando la propria forza di immaginazione.
Nelle opere basate sulle stazionidi sosta è pure possibile trovare i singolo foglio suddiviso in tre o quattro parti dove è rappresetata una sequenza ordinata dei luoghi. Guardandole in sequenza si trae diletto dal susseguirsi dei paesaggi.

Vincenzo CESALE

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